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Ceretti, Derossi, Rosso, Seduta Pratone®, 1966 (1971)

Courtesy of Gufram

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Ceretti, Derossi, Rosso, Seduta Pratone®, 1966 (1971)

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L’anima degli oggetti: come il design italiano ha conquistato il mondo dal 1570 a oggi

Un nuovo libro, frutto di molti anni di lavoro, si addentra nel settore andando oltre il manufatto: un approccio sistemico tra arte, tecnica e comunicazione per interpretare la società attraverso il progetto

Carla Cerutti

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Il 22 ottobre è stato presentato a Milano, presso il Casva-Centro Alti Studi sulle Arti Visive, il volume Design in Italia. Storia, cultura, protagonisti 1570-2025 a cura di Anty Pansera con Rodolfo Profumo, edito da Mondadori Università. Come ha dichiarato l’autrice «la storia del design non è fatta solo di oggetti ma anche di arte, artigianato, tecnologia, comunicazione e, infatti, intento del volume è capire non solo gli oggetti ma anche la società che li ha generati». Frutto di tanti anni di lavoro, di sintesi e di rielaborazione di decenni di ricerca, il libro si presenta, di fatto, come un manuale che, per offrire una lettura completa del design italiano, non si limita solo ad esso, ma parte dalla tradizione rinascimentale delle arti applicate a Firenze, passando attraverso la fioritura degli stili in Francia tra Sei e Settecento, esplora le conseguenze della rivoluzione industriale in tutti i suoi molteplici aspetti in Europa e negli Stati Uniti per approdare al primo Novecento, e quindi alla Belle Époque e alle avanguardie, proseguire con l’analisi del periodo tra le due guerre, denso di innovazioni, per poi dedicare ampia parte all’affermazione del design italiano dal 1945 al 2000. Una quarta parte è dedicata alla contemporaneità, scelta che gli autori considerano necessaria, come scrive Pansera nella prefazione, «non per chiudere un percorso che, per sua natura, non può essere chiuso, ma per offrire agli studenti e ai lettori una cronaca ragionata del primo quarto del XXI secolo. Una cronaca che non pretende di essere definitiva, e che anzi dichiara la propria parzialità: perché gli autori hanno vissuto inseriti in questo contesto (da osservatori, certo, ma anche da docenti e da cittadini) molte delle trasformazioni raccontate e perché la prossimità agli eventi rende più difficile la distanza critica ma anche più urgente l’analisi». 

La ricchezza delle informazioni, notevolissima e capillare, intervalla la storia di manifatture, artisti, artigiani, designer, imprenditori, mecenati, committenti e quant’altro, con quella politica ed economica, quella delle idee, delle tecniche, dei materiali, della comunicazione e dei linguaggi figurativi, allargando il campo alla letteratura, al cinema e alla musica, il tutto completato da un ricco repertorio iconografico, da approfondimenti, che comprendono anche un dettagliato elenco di musei del design, musei tipologici e collezioni specialistiche, musei d’impresa e studi-museo, a da una ricca bibliografia ragionata. «“Design in Italia”, conclude Pansera, nasce dunque con un duplice intento: offrire strumenti di conoscenza (seri, documentati, critici) e allo stesso tempo invitare chi legge a esercitare quello spirito di interrogazione, relazione e responsabilità che è alla base del design. Perché progettare significa anche comprendere: comprendere da dove veniamo, quali costruzioni culturali ci sostengono, quali possibilità si aprono nel dialogo continuo tra passato, presente e futuro».

DESIGN IN ITALIA. Storia, cultura, protagonisti 1570-2025
di A.Pansera con R.Profumo, 448 pag.,  ill. col. e b/n., Milano, Mondadori Università, 2026, € 39,50

La copertina del volume

Carla Cerutti, 29 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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