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Carla Cerutti
Leggi i suoi articoliSi presenta molto ricco il catalogo della vendita organizzata da Il Ponte a Milano il prossimo 25 e 26 giugno: 477 lotti, suddivisi in tre tornate, comprendenti due nuclei particolarmente importanti, una raccolta dedicata al maestro Ico Parisi e un insieme di arredi provenienti dalla casa di Aurelio Zanotta a Monza, progettata dallo Studio De Pas-D'Urbino-Lomazzi nel 1974-1976 e rimasta intatta fino ad oggi. Nel nucleo di arredi disegnati da Ico Parisi, tra la fine degli anni Quaranta e i primi anni Cinquanta, per un appartamento affacciato sul lago di Como spicca il tavolo/ console dalle esili gambe a Y del 1947, tra le sue creazioni più note ed apprezzate declinata in numerose essenze; l’esemplare proposto con stima 9mila-10mila euro è in noce nazionale, eseguito dalla ditta Fratelli Rizzi di Intimiano. Dalla stessa abitazione provengono le cinque poltroncine (3.200-3.500 ciascuna) e i due divani (9mila-10mila l’uno) realizzati come prototipi da Ariberto Colombo a Cantù nel 1951 circa, dai quali derivano la «poltrona a uovo modello 813» e il «divano modello 812» messi in produzione dalla Figli di Amedeo Cassina a partire dal 1953.
Roberto Crippa, «Totem», piatto graffito a mano con soggetto di gusto surrealista, 1957. Courtesy Il Ponte Casa d’Aste
Pietro Melandri, pannello a grottesche, decorato a rilievo con figure antropomorfe e vegetali stilizzate, 1955-60. Courtesy Il Ponte Casa d’Aste
L’appartamento di Aurelio Zanotta a Monza è frutto del felice sodalizio tra l’imprenditore e il trio di architetti Jonathan De Pas, Donato D’Urbino e Paolo Lomazzi, autori per Zanotta di progetti, oltre che per fabbriche, stand fieristici e abitazioni private, anche per arredi che hanno segnato la storia del nostro design Pop, come la poltrona gonfiabile «Blow» o l’appendiabiti «Sciangai». Per l’appartamento monzese concepiscono un dispositivo domestico incentrato sugli ambienti della cucina e del soggiorno, divisi da pareti scorrevoli e da una scultorea scala, il tutto caratterizzato da colori accesi e da un’estetica ispirata alla Pop Art, un progetto unico nel suo genere che ci auguriamo venga preservato. L’arredo era perlopiù di produzione Zanotta e, come scrive in catalogo Maria Teresa Feraboli, «sono arredi che parlano di una domesticità confortevole e vivace, pragmatica e fresca, capace di assecondare la vita privata del nucleo familiare, come di aprirsi all’accoglienza di numerosi ospiti”. Fra i 38 lotti proposti da Il Ponte, spiccano la poltrona «Sacco» di Piero Gatti, Cesare Paolini, Franco Teodoro, in una rara versione in tessuto pied-de poule grigio verde (150-200); due sedie disarticolate «Linda», uno dei modelli più significativi del lavoro di De Pas, D’Urbino e Lomazzi (150-200); una coppia di sgabelli «Birillo» di Joe Colombo (650-700); sei sedie pieghevoli in acciaio inox modello «April» di Gae Aulenti (1.700-2mila); la libreria a ripiani rotanti autoportante «Joy» di Achille Castiglioni (mille-1.200); la console della serie «Quaderna» di Superstudio (3mila-3.500) e l’ingegnoso tavolo-console allungabile di Emaf Progetti, prototipo in legno conservato da Aurelio Zanotta nella propria abitazione (700-800).
Casa Zanotta. Photo credits Amendolagine Barracchia. Courtesy Il Ponte Casa d’Aste
Casa Zanotta. Photo credits Amendolagine Barracchia. Courtesy Il Ponte Casa d’Aste
Significativa, per la sua peculiarità, la serie di arredi disegnati e realizzati dall’artista-ebanista Giuseppe Rivadossi negli anni Settanta e Ottanta per la casa milanese di un importante committente: veri e propri mobili-sculture finemente intagliati in legno di rovere Slavonia massello. Come sempre meritevoli di attenzione gli arredi di Osvaldo Borsani, Paolo Buffa, Tomaso Buzzi e Luigi Caccia Dominioni, mentre il meglio dell'illuminazione italiana è rappresentata dalle lampade di Max Ingrand per Fontana Arte, di Angelo Lelii per Arredoluce e di Gino Sarfatti per Arteluce.
Tra le ceramiche, da segnalare un’elegante urna con morise piumate e coperchio della serie «Pompeiana», disegnata da Gio Ponti per Richard-Ginori, Pittoria di Doccia, anni '20 (1.300-1.500), un pannello di grandi dimensioni a grottesche, decorato a rilievo con figure antropomorfe e vegetali stilizzate, realizzato tra il 1955 e il 1960 dal maestro faentino Pietro Melandri (3.300-3.500) e una collezione di coppette, posacenere, vasi e formelle di Fausto Melotti del 1955 circa.
Numerosi i vetri di Murano, in particolare realizzati da Venini, come una rara coppa della serie «a macchie» di Carlo Scarpa (5.500-6mila), due figure di «Gabbiano» della serie «Bestiario» di Toni Zuccheri (1.200-1.500 ciascuna) ed un significativo gruppo di dodici lampade a sospensione disegnate da Massimo Vignelli, in varie tessiture policrome, per lo più negli anni ’50 con stime da un minimo di 250 a un massimo di 600 euro.
Casa Zanotta. Photo credits Amendolagine Barracchia. Courtesy Il Ponte Casa d’Aste
Casa Zanotta. Photo credits Amendolagine Barracchia. Courtesy Il Ponte Casa d’Aste
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