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Angelica Kaufmann
Leggi i suoi articoliUna scultura del 1935 di Regina Cassolo lascia temporaneamente Vigevano per entrare in un contesto espositivo che ne ridefinisce la portata storica. L’amante dell’aviatore, attualmente visibile al Museo Archeologico Nazionale della Lomellina (MANLo) nell’ambito della mostra Regina. Sperimentatrice geniale, sarà presentata al New Museum di New York all’interno della rassegna “New Humans: Memories of the Future”, in apertura nella nuova ala dell’istituzione.
Il passaggio non ha un valore meramente circolatorio. Inserita accanto a figure come Marcel Duchamp, Salvador Dalí e Man Ray, l’opera di Cassolo viene riletta all’interno di una genealogia che riguarda il rapporto tra corpo, macchina e trasformazione dell’umano. In questo quadro, la scultura non appare come episodio periferico del contesto italiano, ma come contributo coerente a una riflessione più ampia sulle forme della modernità. Realizzata in alluminio, materiale ancora relativamente nuovo per la pratica artistica negli anni Trenta, L’amante dell’aviatore condensa alcune delle tensioni principali della ricerca di Cassolo. La costruzione per piani sottili, ottenuti mediante l’uso di lamine metalliche, introduce una spazialità aperta e dinamica. La disposizione leggermente sfalsata degli elementi genera ritmo e profondità, producendo effetti di luce che trasformano la superficie in un campo attivo.
Il riferimento al Futurismo è evidente, ma non determinante. Dinamismo, simultaneità e attenzione alle energie della materia sono assunti e rielaborati senza adesione programmatica. La scultura si colloca piuttosto in una zona intermedia, in cui la tensione verso l’astrazione si combina con una sensibilità costruttiva autonoma. È proprio questa distanza a renderla oggi leggibile all’interno di un discorso internazionale, svincolato dalle categorie nazionali o di movimento. La presenza dell’opera nella sezione Authomatic Women introduce inoltre un ulteriore livello di lettura. Il dialogo con figure come Giannina Censi, Benedetta Cappa o Rosa Rosà sposta l’attenzione su una costellazione di pratiche femminili che hanno operato all’interno o ai margini delle avanguardie, contribuendo a ridefinirne i confini. In questo contesto, Cassolo emerge come figura che ha attraversato i linguaggi del suo tempo senza stabilizzarsi in un’identità stilistica univoca.
Il prestito si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione della Direzione regionale Musei nazionali Lombardia, che vede il MANLo come nodo attivo nella circolazione internazionale delle opere. Dopo la chiusura della mostra newyorkese, prevista per la fine dell’estate 2026, la scultura rientrerà a Vigevano, reinserendosi nel percorso espositivo permanente. Più che un semplice riconoscimento, l’inclusione al New Museum segnala uno spostamento di prospettiva. La ricerca di Cassolo, a lungo considerata marginale, viene oggi riletta come parte di una storia più articolata delle avanguardie, in cui materiali, tecniche e posizioni ibride assumono un ruolo centrale.
Regina Cassolo, L'amante dell'aviatore, 1935
Angelica Kaufmann
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