Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Angelica Kaufmann
Leggi i suoi articoliDal 19 al 26 aprile, negli spazi della Fondazione Istituto dei Ciechi, Geely presenta Anima Mundi. A Visionary Impulse, un’installazione concepita dallo studio Dotdotdot. Il progetto si colloca all’interno di una tendenza ormai consolidata: l’ingresso dei brand automotive nei territori della produzione culturale attraverso dispositivi immersivi, site-specific e a forte componente esperienziale. L’intervento occupa la Sala Barozzi, trasformandola in un ambiente reattivo. L’installazione funziona come un sistema generativo che modifica la propria configurazione in tempo reale in relazione a variabili ambientali – luce, umidità, pressione – e alla presenza dei visitatori. Un campo dinamico in cui suono e immagine si ridefiniscono continuamente.
Il fulcro del progetto è l’organo del 1901 che domina la sala. Attraverso un’interfaccia MIDI, l’intelligenza artificiale rielabora una composizione musicale diffusa nelle oltre 4000 canne dello strumento. Il risultato è una struttura aperta, in cui lo spartito viene continuamente modulato: registri, timbri e combinazioni sonore cambiano in funzione dei dati raccolti. La componente algoritmica non sostituisce lo strumento, ma ne ridefinisce l’uso, introducendo una dimensione di variabilità controllata. Sul piano visivo, cinque velari semi-trasparenti organizzano lo spazio come una scenografia. Le immagini generate evocano ambienti naturali e artificiali – acqua, sottosuolo, città, paesaggio, atmosfera – costruendo un ecosistema che reagisce a input esterni. La relazione tra suono e immagine è strutturale: entrambi rispondono allo stesso sistema di dati.
Il progetto si inserisce nella strategia con cui Geely sta costruendo la propria presenza nel mercato europeo. Definita “Rinascimento Tecnologico”, la visione del brand mira a spostare il discorso sull’innovazione dal piano funzionale a quello culturale. L’installazione diventa in questo senso un dispositivo di posizionamento, oltre che una piattaforma di presentazione per i nuovi modelli, tra cui la Geely E2. La scelta della Design Week non è neutra. Milano rappresenta uno spazio di intersezione tra design, arte e industria, in cui il linguaggio espositivo diventa parte integrante della comunicazione del prodotto. Anima Mundi opera come interfaccia tra due sistemi: quello della progettazione automobilistica e quello delle pratiche installative contemporanee. Per la Design Week, è un ulteriore passaggio nella progressiva espansione del perimetro. L’installazione conferma come il campo del design continui ad assorbire linguaggi e pratiche provenienti da altri ambiti, ridefinendo il proprio ruolo all’interno della produzione culturale contemporanea.
Angelica Kaufmann
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
La dodicesima edizione della Bocconi Art Gallery dedica un ampio focus all'esperienza di Morterone, il piccolo borgo lecchese che dagli anni Ottanta ha costruito uno dei più significativi musei d'arte contemporanea all'aperto in Italia. Trentacinque opere ripercorrono una ricerca che intreccia arte, paesaggio, filosofia e poesia, confermando il ruolo dell'università come luogo di incontro tra formazione, cultura e sperimentazione.
La maglia indossata da Jalen Brunson in Gara 1 delle Finals NBA 2026 è stata venduta da Sotheby's per poco più di un milione di dollari, diventando il cimelio più costoso nella storia dei New York Knicks. L'asta conferma la crescita del mercato internazionale degli oggetti sportivi, sempre più centrale nelle strategie delle grandi case d'asta.
Dal 23 giugno al 6 settembre 2026 la Project Room di Ca' Pesaro ospita Per sempre, fino alla fine, nuova installazione site-specific di Giuseppe Di Liberto, curata da Marta Cereda e Giulia Mariachiara Galiano. Attraverso una scultura che appare e scompare, un intervento olfattivo e riferimenti alla tradizione tipografica veneziana, l'artista costruisce una riflessione sul tempo, sulla memoria e sul sentimento contemporaneo dell'attesa.
La nuova maglia da trasferta della nazionale belga, firmata Adidas, si ispira all'immaginario di René Magritte. Dai motivi tratti da La Voix de l'air alla celebre citazione "Ceci n'est pas un maillot", il progetto trasforma una divisa sportiva in un'operazione culturale che intreccia arte, identità nazionale e comunicazione globale.



