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Hans Baldung Grien (Schwäbisch Gmünd c. 1484/85 – Strasbourg 1545), Portrait of Susanna Pfeffinger (Sélestat 1465 – Strasbourg 1538), wife of Friedrich Prechter, shown bust-length, three-quarter view facing left, 1517

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Hans Baldung Grien (Schwäbisch Gmünd c. 1484/85 – Strasbourg 1545), Portrait of Susanna Pfeffinger (Sélestat 1465 – Strasbourg 1538), wife of Friedrich Prechter, shown bust-length, three-quarter view facing left, 1517

L’altro lato del Rinascimento. Hans Baldung Grien torna sul mercato con un disegno inedito

Il foglio, nella stessa collezione dal XVI secolo, rappresenta un caso rarissimo, essendo rimasto fuori dai circuiti collezionistici e dagli studi specialistici fino a oggi

Davide Landoni

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Nelle trame leggere del segno il tempo ha custodito un volto, che riaffiora proprio quando era sul punto di essere dimenticato. È quello di Susanna Pfeffinger, tracciato nel 1517 da una mano tra le più libere e inquietanti del Rinascimento tedesco, Hans Baldung Grien. Dopo oltre cinque secoli trascorsi all’interno della stessa collezione di famiglia, il disegno inedito emerge come un frammento intatto di storia dell’arte, pronto a incontrare per la prima volta le attenzioni del mercato.

Il 23 marzo 2026, all’Hôtel Drouot di Parigi, la maison BEAUSSANT LEFÈVRE & Associés, in collaborazione con il Cabinet de Bayser, metterà all’asta un’opera di eccezionale rarità, il «Portrait de Susanna Pfeffinger» del 1517, disegno a punta d’argento su carta preparata con polvere d’osso, monogrammato e datato dall’artista. L’opera sarà offerta alla vigilia dell’apertura del Salon du Dessin, in un contesto che ne sottolinea il valore storico e simbolico. La vendita è accompagnata da una stima di assoluto rilievo, 1,5-3 milioni di euro, coerente con la rarità estrema dei lavori di Baldung ancora in mani private.

Hans Baldung Grien (Schwäbisch Gmünd c. 1484/85 – Strasbourg 1545), Portrait of Susanna Pfeffinger (Sélestat 1465 – Strasbourg 1538), wife of Friedrich Prechter, shown bust-length, three-quarter view facing left, 1517

Raffigurata a mezzo busto, di tre quarti, girata verso sinistra, Susanna Pfeffinger appare con l’austera eleganza di una donna devota dell’élite di Strasburgo. Cuffia, soggolo e abito a collo alto definiscono un’immagine di compostezza e rigore morale. Eppure, sotto la superficie controllata del ritratto, Baldung introduce una vibrazione psicologica sottile, affidata alla modulazione del segno e alla qualità tonale della linea. La tecnica della punta d’argento, appresa da Baldung nella bottega di Albrecht Dürer, non concede ripensamenti. Ogni tratto è definitivo e ogni variazione di pressione costruisce luce e ombra con una precisione assoluta.

Elemento decisivo dell’opera, come anticipato, è la sua provenienza. Il foglio è rimasto nella discendenza diretta della famiglia Pfeffinger Prechter sin dagli inizi del XVI secolo. Si tratta di un caso rarissimo, che ha mantenuto il disegno fuori dai circuiti collezionistici e dagli studi specialistici fino a oggi. In un’epoca in cui la provenienza è divenuta criterio centrale del valore, l’opera si presenta come un documento incontaminato, rimasto intatto attraverso guerre, riforme e mutamenti del gusto.

Il ritratto nasce nella Strasburgo del 1517, città libera imperiale e crocevia commerciale e intellettuale, animata da stampatori, mercanti e artisti. Hans Baldung Grien vi si era stabilito dal 1509, ottenendo la cittadinanza, aprendo una bottega e diventando nello stesso anno membro del Gran Consiglio cittadino. È in questo contesto di libertà e fermento che matura il suo linguaggio più personale, già emancipato dall’ombra di Dürer, pur restando in dialogo con la sua lezione.

Albrecht DÜRER (1471-1528), Agnes Dürer and a girl from Cologne, 1521

Il confronto con il celebre ritratto a punta d’argento di Agnes Dürer del 1521 mette in luce la distanza tra i due maestri. Se Dürer persegue una nitidezza analitica e descrittiva, Baldung introduce una sensibilità tonale più morbida e una tensione psicologica che preannuncia la sua visione inquieta del mondo, popolata di allegorie, eros e riflessioni sul tempo e sulla morte.

Artista refrattario a ogni classificazione, Hans Baldung Grien rappresenta una via laterale e potentissima del Rinascimento europeo. La sua influenza, riscoperta anche dai Surrealisti, risiede nella capacità di portare in superficie l’inconscio e di caricare l’immagine di una densità emotiva e simbolica estranea all’armonia classica italiana. Nel «Portrait de Susanna Pfeffinger» questa tensione è trattenuta, silenziosa. Ma già pienamente presente.

Davide Landoni, 15 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

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