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La Casa de las Chimeneas a Madrid, sede del ministero della Cultura

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La Casa de las Chimeneas a Madrid, sede del ministero della Cultura

La resilienza spagnola | 825 milioni per la Cultura

L'industria culturale rappresenta il 3,2% del Pil e dà lavoro a più di 710mila persone, il 3,6% degli occupati totali

Roberta Bosco

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Si chiama Plan Nacional de Recuperación, Transformación y Resiliencia (Prtr) il «Recovery Plan» che il Governo spagnolo, presieduto dal socialista Pedro Sánchez, ha presentato con il ministro per la Cultura e lo Sport, José Manuel Rodríguez Uribes, e sta sviluppando con il suo successore Miquel Iceta, ex ministro per le Politiche Territoriali e uomo di partito, del tutto estraneo al mondo della cultura.

Accompagnato dallo scetticismo del settore, Iceta dovrà consolidare la ripresa economica, creare posti di lavoro e gestire i fondi europei. Il Prtr comporterà un investimento di 825 milioni di euro che saranno impiegati nel rinnovamento dell’industria culturale (325 milioni), nello Spain Audiovisual Hub (200 milioni) e nella promozione del settore sportivo (300 milioni).

Secondo il ministro, «sommando i fondi straordinari al budget ordinario godremo della somma per la cultura e lo sport più alta della storia». Il periodo di esecuzione del Plan termina nel 2023. L’industria culturale rappresenta il 3,2% del Pil in Spagna e dà lavoro a più di 710mila persone, il 3,6% degli occupati totali.

«L’importanza della cultura e dello sport come generatori di ricchezza e di occupazione è indiscutibile, per questo è fondamentale dedicare alla loro promozione una politica specifica», ha affermato il ministro. Come tutti gli investimenti vincolati a fondi europei, il Prtr si basa su quattro principi: la transizione ecologica, per la quale stanzia il 37% del budget, la transizione digitale, cui spetta il 20%, la parità di genere e la coesione sociale e territoriale, che si suddivideranno il restante 43%.

La cultura beneficia anche del Piano Nazionale di Competenze Digitali, con 150 milioni riservati allo sviluppo delle industrie culturali. Sono stati definiti, tra gli altri, un programma di borse di studio per operatori culturali e di formazione specialistica per professionisti delle arti dello spettacolo, aiuti per ampliare e diversificare l’offerta culturale nelle aree non urbane e misure per la conservazione, il restauro e la valorizzazione del patrimonio culturale spagnolo.

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Roberta Bosco, 06 ottobre 2021 | © Riproduzione riservata

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