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Lavinia Trivulzio
Leggi i suoi articoliCala il sipario sulla regina delle fiere. Si è appena conclusa Art Basel (andata in scena dal 19 al 22 giugno, con due giorni di preview il 17 e 18), al suo 55° anno di vita nella sua terra d’origine, Svizzera, a Basilea. E’ stata, come trasversalmente riconosciuto, una ottima edizione seppur senza fuochi d’artificio. Ma, dati i tempi che corrono, non si poteva pensare a qualcosa di meglio. Parlano i numeri. Il pezzo più costoso rimane il David Hockney di cui abbiamo già ampiamente parlato, il dittico Mid November Tunnel del 2006 passato di mano per 15 milioni di dollari. Nel complesso sono state 289 le gallerie internazionali, provenienti da 42 paesi, a costellare la mega kermesse elvetica; 88 mila i visitatori tra i giorni di anteprima e quelli di apertura al pubblico; centinaia invece i collezionisti privati e i mecenati d'arte provenienti da oltre 96 paesi e territori tra Europa, Americhe, Asia, Medio Oriente e Africa; 250 i musei e le fondazioni che hanno fatto capolino in fiera. Gli espositori, in generale, hanno registrato ottime vendite in tutti i segmenti di mercato e in tutti i settori espositivi, con posizionamenti di spicco tra cui il già citato Hockney, Ruth Asawa, Gerhard Richter, Keith Haring e Mark Bradford. Tra i momenti salienti della fiera, l’artista tedesca Katharina Grosse ha dipinto l'architettura e le superfici di Messeplatz , trasformandola in un ambiente vibrante e immersivo. CHOIR (2025) è l'opera più grande di Katharina Grosse realizzata finora in un centro urbano, con una superficie di oltre 5000 metri quadrati. Grosse utilizza il magenta perché è il colore più visibile all'occhio umano in ambienti esterni. Curato da Natalia Grabowska, questo dipinto site-specific ha ridefinito l'esperienza dello spazio pubblico. Ottimi i riscontri per Unlimited, la piattaforma della fiera per installazioni e performance su larga scala, con un'avvincente selezione di quasi 70 opere curata per il quinto anno consecutivo da Giovanni Carmine, direttore della Kunst Halle Sankt Gallen. Curato per il secondo anno da Stefanie Hessler, direttrice dello Swiss Institute di New York, il settore Parcours è tornato in Clarastrasse a Basilea con il tema Second Nature. Con opere site-specific di nuova commissione, il settore ha esplorato la tensione tra natura e artificio attraverso esperienze immersive e multisensoriali. Tra i punti salienti, la monumentale installazione tessile di Hylozoic/Desires di 80 metri in Münsterplatz, il memoriale di Selma Selman, realizzato con profumi e suoni sul cofano di un'auto, nella chiesa di Santa Chiara, e le straordinarie opere di Sturtevant, Marianna Simnett, Shahryar Nashat, Thomas Bayrle e Yu Ji, ognuna delle quali profondamente incentrata sullo spazio urbano e sulla condizione umana. Quest'anno ha segnato il debutto degli Art Basel Awards a Basilea, che hanno onorato 36 vincitori durante una cerimonia ufficiale presso il Rathaus Basel e il ricevimento inaugurale per i vincitori al Kunstmuseum Basel, entrambi tenutisi il 19 giugno. In occasione del ricevimento, gli Art Basel Awards hanno annunciato la borsa di studio Koyo Kouoh in collaborazione con RAW Material Company, che sosterrà un professionista dell'arte africano, ogni anno per tre anni, con un programma di sviluppo professionale interamente finanziato presso Art Basel a Basilea. Il giorno successivo, il 20 giugno, si è tenuto il primo Art Basel Awards Summit nel Padiglione 1.0 di Art Basel, con il supporto del Cantone di Basilea Città. Gratuito e aperto al pubblico, il summit principale ha visto discorsi principali e dibattiti con vincitori di medaglie, giurati e voci di spicco del settore culturale, tra cui artisti, professionisti interdisciplinari, curatori, dirigenti di musei e fondazioni e mecenati.
Courtesy of Art Basel
Courtesy of Art Basel
Courtesy of Art Basel
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