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Ghetto Vecchio - Venezia», Venezia, 1927,

Budapest, Collezione di Ernő Munkácsi (Italia) Hungarian Jewish Museum And Archives.

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Ghetto Vecchio - Venezia», Venezia, 1927,

Budapest, Collezione di Ernő Munkácsi (Italia) Hungarian Jewish Museum And Archives.

La memoria nei luoghi

Settanta fotografie per raccontare l’ebraismo italiano come memoria inscritta nel paesaggio urbano

Nicoletta Biglietti

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I luoghi ricordano anche quando sembrano aver dimenticato. Custodiscono segni, assenze, stratificazioni che il tempo ha reso meno visibili ma non cancellato. È su questo lavoro «silenzioso» della memoria che si innesta la mostra «Viaggio in Italia. Alla scoperta del patrimonio culturale ebraico» un percorso che valorizza l’ebraismo italiano come parte viva e diffusa del paesaggio storico e culturale del Paese.
La mostra, ospitata al MEIS – Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara fino al 14 giugno 2026, è realizzata in collaborazione con la Fondazione per i Beni Culturali Ebraici in Italia e l’Hungarian Jewish Museum and Archives.
Il percorso espositivo nasce dall’incontro tra due raccolte fotografiche di grande valore storico e culturale. La prima è il fondo ungherese di Ernő Munkácsi, collezione di immagini dell’Italia ebraica raccolte tra il 1927 e il 1940 durante un viaggio intrapreso dall’esponente della comunità israelita di Pest e direttore de facto del Museo Ebraico Ungherese e Archivi. La seconda è il Fondo F.A.C.E., archivio fotografico e documentario della Federazione delle Associazioni Culturali Ebraiche Italiane, nato negli anni Venti e Trenta per raccogliere fotografie inviate dai circoli federati raffiguranti sinagoghe, ghetti, cimiteri, ricami, argenterie, manoscritti e libri.  Le 450 fotografie confluite nel F.A.C.E., oggi conservate presso la Biblioteca Nazionale dell’Ebraismo Italiano «Tullia Zevi» a Roma, rappresentano un tentativo collettivo di documentare e preservare il patrimonio culturale ebraico in Italia.
La mostra espone quasi settanta scatti che ritraggono esterni e interni di luoghi dove si svolgeva la vita degli ebrei italiani nella prima metà del XX secolo, da città come Roma, Padova, Venezia e Livorno, fino a località più piccole come Bozzolo e Cherasco. Attraverso fotografie, documenti e corrispondenze, l’esposizione propone una lettura del patrimonio culturale ebraico come parte integrante della storia italiana, del suo paesaggio urbano e della vita civica e simbolica.
Le immagini non sono «semplici» rappresentazioni visive: come spiegano le curatrici Valeria Rainoldi e Sharon Reichel, esse custodiscono informazioni uniche su luoghi e contesti che in molti casi non esistono più o sono stati profondamente trasformati. Alcuni edifici fotografati, come le sinagoghe di Livorno e Torino, furono danneggiati o distrutti durante la seconda guerra mondiale; altri, come le sinagoghe di Padova e Ferrara, furono spogliati e profanati. Le fotografie testimoniano anche un mondo che pochi anni dopo sarebbe stato stravolto dalle leggi razziali e dalla Shoah, assumendo così un valore storico e documentario. 
 

Nicoletta Biglietti, 02 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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La memoria nei luoghi | Nicoletta Biglietti

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