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Riccardo Deni
Leggi i suoi articoliTre fotografi, tre pubblicazioni e altrettanti appuntamenti dedicati al libro fotografico contemporaneo. In occasione di Paris Photo 2026, in programma dal 12 al 15 novembre al Grand Palais di Parigi, la Società Editrice Allemandi partecipa alla manifestazione nell'ambito di «torino: fotografia», il progetto che riunisce alcune delle principali istituzioni fotografiche torinesi per presentare sulla scena internazionale un sistema culturale costruito attorno alla ricerca, alla produzione e alla valorizzazione delle immagini.
La presenza della casa editrice, fondata a Torino nel 1983, si articola attraverso tre incontri con Luca Campigotto, Anastasia Samoylova e Diana Markosian, protagonisti di altrettante pubblicazioni legate ai recenti progetti espositivi delle Gallerie d'Italia di Torino. Un programma che mette in relazione la fotografia di paesaggio, l'indagine sulle trasformazioni urbane e la ricerca sulla memoria individuale, attraverso linguaggi e approcci differenti.
Il primo appuntamento è in programma giovedì 12 novembre, alle ore 17, con Luca Campigotto e il volume Wandering Europe. Il fotografo veneziano, nato nel 1962, ha costruito una ricerca dedicata ai luoghi, alle architetture e ai paesaggi, affrontando il rapporto tra memoria storica e rappresentazione del territorio.
Wandering Europe nasce da un progetto realizzato su committenza di Intesa Sanpaolo per le Gallerie d'Italia di Torino, dove la mostra, curata da Walter Guadagnini, è aperta fino al 7 febbraio 2027. Il lavoro attraversa un'Europa geografica e culturale composita, nella quale le testimonianze del passato convivono con le trasformazioni del presente. Dalle città storiche ai territori di confine, dalle architetture monumentali ai luoghi segnati dai conflitti, Campigotto costruisce una lettura visiva del continente attraverso le tracce materiali delle sue molteplici identità.
Il libro fotografico diventa così uno strumento per organizzare e approfondire una ricerca che mette in relazione geografia, storia e memoria collettiva. La sequenza delle immagini permette di osservare le corrispondenze tra luoghi distanti e di ricostruire una narrazione che supera la dimensione del singolo scatto.
Venerdì 13 novembre, alle ore 16, sarà la volta di Anastasia Samoylova, protagonista del secondo incontro con Harbor, pubblicazione che accompagna l'omonima mostra alle Gallerie d'Italia di Torino, curata da Emanuela Mazzonis di Pralafera e visitabile fino al 7 febbraio 2027.
Il progetto, realizzato anch'esso su committenza di Intesa Sanpaolo, prende in esame sette città portuali europee: Genova, Venezia, Rotterdam, Marsiglia, Lisbona, Atene e Istanbul. I porti diventano luoghi privilegiati per osservare le trasformazioni economiche e sociali contemporanee, attraverso le infrastrutture del commercio globale, i processi di urbanizzazione, la mobilità delle persone e le conseguenze del cambiamento climatico.
Samoylova, nata a Mosca nel 1984 e attiva negli Stati Uniti, sviluppa una pratica fotografica nella quale la dimensione documentaria convive con un'attenta costruzione formale. Riflessi, sovrapposizioni, superfici trasparenti e stratificazioni visive restituiscono la complessità di paesaggi nei quali le immagini della modernità si intrecciano continuamente con le testimonianze del passato.
In Harbor, il porto appare come un'infrastruttura economica e come uno spazio di rappresentazione delle contraddizioni del presente. La pubblicazione consente di sviluppare ulteriormente questo confronto, proponendo una lettura delle fotografie che lascia emergere le relazioni tra ambiente, attività umane e trasformazioni del paesaggio.
Sabato 14 novembre, alle ore 16, il programma proseguirà con Diana Markosian e il volume Replaced, pubblicato da Allemandi e Atelier EXB.
Nata a Mosca nel 1989, americana di origine armena, Markosian affronta da anni attraverso fotografia, cinema e installazione temi legati alla memoria, all'identità, alle relazioni familiari e alle conseguenze dello sradicamento. Nei suoi lavori, la dimensione autobiografica diventa il punto di partenza di una ricerca sulle modalità attraverso le quali ricostruiamo e interpretiamo la nostra storia personale.
Replaced, presentato nel 2026 alle Gallerie d'Italia di Torino in una mostra curata da Brandei Estes, affronta la fine di una relazione sentimentale e il sentimento di essere sostituiti nella vita di un'altra persona. Attraverso immagini costruite e rievocazioni fotografiche, l'artista torna su un'esperienza privata, mettendo in discussione il confine tra documentazione e finzione.
La fotografia diventa uno strumento per riattraversare il passato e tentare di riappropriarsi di una storia che, nel momento in cui è stata vissuta, sfuggiva al controllo di chi la racconta. Il libro restituisce questa dimensione narrativa attraverso una successione di immagini che interroga il rapporto tra ricordo, perdita e ricostruzione.
I tre volumi individuano ambiti differenti della fotografia contemporanea, accomunati dall'attenzione al rapporto tra immagine e memoria. Campigotto osserva la storia attraverso i paesaggi europei, Samoylova analizza i cambiamenti del continente a partire dai suoi porti e Markosian ricostruisce un'esperienza biografica attraverso la messa in scena fotografica.
La loro presentazione a Paris Photo assume un significato particolare anche per il ruolo che il libro continua a svolgere nella produzione e nella circolazione della fotografia. In un contesto dominato dalla diffusione digitale delle immagini, la pubblicazione costituisce uno spazio nel quale gli artisti possono controllare la successione degli scatti, costruire relazioni narrative e affidare il proprio lavoro a una forma destinata alla conservazione e alla consultazione.
È una dimensione che riguarda direttamente il collezionismo fotografico. Il photobook possiede una storia autonoma nel mercato e nella cultura delle immagini, con edizioni che possono diventare oggetto di studio, ricerca e collezione. Per molti autori rappresenta inoltre una componente essenziale del processo creativo, attraverso la quale una serie fotografica acquisisce una struttura definitiva o viene sottoposta a una nuova interpretazione.
La partecipazione di Allemandi si inserisce nel più ampio progetto «torino: fotografia», che presenta a Parigi il lavoro di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, Gallerie d'Italia ed EXPOSED Torino Photo Festival, insieme alle attività editoriali della casa editrice e de «Il Giornale dell'Arte».
Riccardo Deni
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