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Redazione
Leggi i suoi articoliUna città diventa un centro culturale internazionale quando riesce a costruire qualcosa che sopravvive ai singoli eventi: istituzioni solide, competenze, collezioni, ricerca, formazione, pubblico e capacità di attrarre artisti e professionisti. È un processo che richiede tempo, investimenti e una visione condivisa. Ed è quello che Torino ha saputo sviluppare, negli ultimi anni, intorno alla fotografia. Dal 12 al 15 novembre 2026, questo patrimonio di esperienze e competenze sarà protagonista a Paris Photo, al Grand Palais di Parigi, attraverso «torino: fotografia», che presenta sulla scena internazionale una delle realtà più dinamiche della cultura fotografica italiana. Il progetto è reso possibile anche grazie al contributo di Fondazione Compagnia di Sanpaolo, Fondazione Arte CRT e Camera di Commercio di Torino.
A questa iniziativa partecipa anche la Società Editrice Allemandi, con Allemandi Libri e «Il Giornale dell’Arte». Una presenza che assume per noi un significato particolare, perché nasce dalla convinzione che la fotografia occupi oggi una posizione centrale nella produzione artistica contemporanea e che l'editoria, attraverso i libri e l'informazione giornalistica, abbia una responsabilità precisa nel documentarne, interpretarne e accompagnarne lo sviluppo.
La partecipazione a Paris Photo rappresenta anche un ritorno ideale alle origini. Allemandi è stata fondata a Torino nel 1983 e proprio da questa città ha costruito, in oltre quarant'anni di attività, una presenza riconosciuta nel panorama dell'editoria d'arte italiana e internazionale. Il rapporto con Torino appartiene dunque alla nostra storia, ma guarda anche al futuro di un progetto editoriale che intende rafforzare la propria dimensione internazionale. La fotografia è uno degli ambiti nei quali questa prospettiva appare particolarmente significativa. Negli ultimi decenni ha progressivamente consolidato il proprio ruolo nei musei, nelle collezioni pubbliche e private, nel mercato e nella ricerca artistica. Allo stesso tempo, l'evoluzione delle tecnologie digitali e la diffusione senza precedenti delle immagini hanno trasformato il rapporto tra fotografia, comunicazione e società. In questo contesto, raccontare la fotografia significa affrontare questioni che riguardano direttamente il nostro presente: la produzione e la circolazione delle immagini, la costruzione della memoria collettiva, il rapporto tra documentazione e interpretazione, il valore dell'archivio, le trasformazioni del mercato e le nuove possibilità della ricerca artistica.
Torino ha saputo costruire attorno a questi temi un sistema particolarmente articolato.
CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, inaugurato nel 2015, ha progressivamente consolidato il proprio ruolo attraverso un'attività espositiva, educativa e di ricerca che ha attirato oltre 700mila visitatori. La sua programmazione contribuisce a rafforzare la conoscenza della fotografia storica e contemporanea, mettendo a disposizione del pubblico strumenti di approfondimento e occasioni di confronto.
Le Gallerie d'Italia di Torino, inaugurate nel 2022, hanno aggiunto un'altra istituzione di riferimento, con una sede specificamente dedicata alla fotografia e alla cultura visiva. Il museo custodisce l'Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo, composto da oltre sette milioni di immagini, un patrimonio documentario di straordinaria importanza per la storia italiana del Novecento e per lo studio della fotografia come testimonianza sociale, politica e culturale.
A questo sistema si è aggiunto EXPOSED Torino Photo Festival, nato nel 2024 e capace di coinvolgere, nell'edizione 2026, oltre 100mila persone. La manifestazione ha contribuito ad ampliare la presenza della fotografia nello spazio urbano, attraverso mostre, iniziative e progetti che mettono in relazione istituzioni, professionisti e pubblici differenti.
Attorno a queste realtà operano inoltre gallerie, collezionisti, archivi, spazi indipendenti, attività educative e professionali. È la loro compresenza a rendere Torino un caso significativo nel panorama italiano: una città nella quale la fotografia dispone di infrastrutture culturali capaci di sostenere la ricerca, la produzione, la conservazione e la diffusione delle immagini.
La partecipazione a Paris Photo rende visibile questa dimensione collettiva.
Lo spazio di «torino: fotografia» sarà dedicato al centenario del photobooth, la cabina fotografica automatica che, a partire dagli anni Venti del Novecento, ha trasformato il rapporto quotidiano con il ritratto. Nato per produrre immagini identificative, questo dispositivo è stato progressivamente adottato dagli artisti come strumento di sperimentazione, capace di mettere in discussione le convenzioni della rappresentazione fotografica.
La sequenza di quattro immagini, il tempo limitato dello scatto, la ripetizione dei gesti e la possibilità di assemblare più strisce fotografiche hanno trasformato un apparecchio funzionale in uno spazio di invenzione artistica. Durante Paris Photo, alcuni fotografi saranno invitati a utilizzare direttamente una cabina installata nello stand e a realizzare opere che verranno immediatamente esposte. Il progetto recupera così una pratica storica e la confronta con il presente, nel quale il ritratto fotografico e l'autoritratto hanno assunto una diffusione e un significato profondamente differenti.
Il riferimento al photobooth offre anche l'occasione per riflettere sull'evoluzione del selfie, sulle forme contemporanee dell’autorappresentazione e sulla relazione tra automatismo tecnologico e libertà creativa. Il programma comprenderà inoltre un incontro dedicato a questi temi, presentazioni editoriali, momenti di firmacopie e la conferenza stampa di presentazione di EXPOSED Torino Photo Festival 2027, portando a Parigi il racconto delle attività già realizzate e le prospettive future della fotografia torinese.
In questa cornice si inserisce la partecipazione di Allemandi Libri e de «Il Giornale dell'Arte». Da oltre quarant'anni, la nostra attività editoriale accompagna le trasformazioni del sistema dell'arte, documentando il lavoro degli artisti, delle istituzioni, dei musei, delle gallerie e del mercato. La fotografia occupa un posto importante in questa storia, attraverso pubblicazioni, approfondimenti e progetti dedicati ai suoi protagonisti italiani e internazionali.
A Paris Photo porteremo anche i nostri libri, testimonianza concreta dell'attenzione che Allemandi dedica alla fotografia come linguaggio artistico, documento storico e strumento di conoscenza. Una selezione di volumi sarà presentata nello spazio di «torino: fotografia», con titoli dedicati ad autori e ricerche differenti: Olivo Barbieri. Spazi Altri, YAN 1956, Giovanni Gastel. Rewind, Beautiful Country, Serie Limitata, Maurizio Galimberti. Villa d'Este e Antonio Biasiucci. Archetipi. Saranno inoltre presenti libri dedicati a Nick Brandt e Jeff Wall, due protagonisti della fotografia contemporanea internazionale.
È una selezione che restituisce la pluralità delle prospettive con cui l'editoria può affrontare il linguaggio fotografico: dalla ricerca d'autore al rapporto con il paesaggio e l'architettura, dal ritratto alla memoria, fino alle sperimentazioni che hanno ridefinito le possibilità dell'immagine contemporanea. Il libro fotografico conserva una centralità particolare. È un'opera editoriale che richiede scelte, sequenze, rapporti tra immagini, testi, materiali e progetto grafico. Permette alla fotografia di trovare una forma durevole, di entrare nelle biblioteche e negli archivi, di essere studiata, collezionata e riscoperta nel tempo. In un'epoca dominata dalla circolazione digitale, la pubblicazione cartacea continua a rappresentare uno strumento fondamentale per costruire e trasmettere il valore culturale delle immagini.
Alla presenza dei libri si affiancheranno occasioni di incontro con gli autori. Tra gli appuntamenti già confermati, il firmacopie con Campigotto giovedì 12 novembre alle ore 17, con Anastasia Samoylova venerdì 13 alle ore 16 e quello con Markosian sabato 14 novembre alle ore 16. Momenti che intendono rafforzare il rapporto diretto tra editoria, fotografi e pubblico internazionale, riconoscendo al libro anche una funzione di incontro e confronto.
La partecipazione di Allemandi assume così una doppia dimensione: da una parte il lavoro di «Il Giornale dell'Arte», che segue e interpreta l'attualità del sistema fotografico, dall'altra Allemandi Libri, che contribuisce a costruirne la memoria attraverso pubblicazioni destinate a durare nel tempo. Due attività complementari, unite dalla stessa convinzione: il valore culturale della fotografia si forma anche attraverso la qualità degli strumenti con cui viene raccontata e studiata.
Crediamo che oggi il ruolo dell'editoria culturale sia particolarmente importante. In un mondo nel quale le immagini circolano a una velocità senza precedenti, diventa essenziale costruire strumenti che permettano di comprenderle, contestualizzarle e conservarne il significato. Una fotografia può essere prodotta in una frazione di secondo. La costruzione del suo valore culturale richiede invece ricerca, conoscenza, critica e tempo. È su questo terreno che il lavoro editoriale incontra quello delle istituzioni fotografiche. Musei, festival, archivi, collezioni ed editori contribuiscono, ciascuno con i propri strumenti, alla formazione di una cultura dell'immagine capace di andare oltre l'immediatezza della sua fruizione.
Paris Photo rappresenta uno dei luoghi nei quali questa dimensione emerge con maggiore evidenza. La manifestazione parigina è un punto di riferimento internazionale per il mercato e la cultura fotografica, capace di riunire gallerie, artisti, collezionisti, editori, curatori e istituzioni provenienti da numerosi Paesi. Essere presenti significa quindi partecipare a un confronto che riguarda il futuro della fotografia e il ruolo che l'Italia può assumere al suo interno. Ma significa anche sostenere un principio che consideriamo fondamentale: la forza internazionale di una città culturale dipende dalla qualità delle relazioni che riesce a costruire tra le proprie istituzioni.
Torino ha dimostrato che investire sulla fotografia può generare un sistema riconoscibile, nel quale attività espositiva, patrimonio archivistico, ricerca contemporanea e partecipazione pubblica contribuiscono a rafforzarsi reciprocamente. Portare questo sistema a Parigi significa renderlo visibile a una comunità internazionale e creare nuove occasioni di collaborazione, confronto e sviluppo. Per Allemandi Libri e «Il Giornale dell'Arte», partecipare a questo progetto significa contribuire alla sua diffusione e valorizzazione, mettendo a disposizione una storia editoriale, un catalogo di pubblicazioni e una rete di relazioni costruite in oltre quattro decenni.
Torino è la città nella quale siamo nati. Parigi è uno dei luoghi nei quali vogliamo continuare a raccontare il sistema internazionale dell'arte. La nostra presenza a Paris Photo nasce dall'incontro tra queste due dimensioni: le radici di un progetto culturale e la sua ambizione di guardare oltre i confini nazionali. La fotografia italiana ha bisogno di istituzioni forti, di occasioni internazionali, di libri capaci di conservarne il patrimonio e di una narrazione all'altezza della qualità dei suoi protagonisti. «torino: fotografia» rappresenta un passo concreto in questa direzione. Ed è una prospettiva alla quale, come editori e come giornale, siamo lieti di contribuire.
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Torino debutta a Paris Photo 2026, dal 12 al 15 novembre al Grand Palais, con «torino: fotografia», il progetto promosso da CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, Intesa Sanpaolo con Gallerie d’Italia – Torino ed EXPOSED Torino Photo Festival. All’iniziativa partecipano come media partner anche la Società Editrice Allemandi e «Il Giornale dell’Arte», contribuendo alla presenza internazionale del sistema culturale torinese. Lo stand celebrerà i cent’anni del photobooth attraverso una cabina analogica d’epoca utilizzata dagli artisti per creare opere dal vivo. Il 14 novembre, all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, sarà inoltre presentata la quarta edizione di EXPOSED Torino Photo Festival, prevista nel 2027.
Architetto di formazione, attratto dalle discipline artistiche e dai temi della comunicazione, si è spento il 27 ottobre all’età di 94 anni. Negli anni Sessanta ha avviato un percorso pionieristico nella didattica, diventando il primo docente in Italia a ricoprire una cattedra di Storia della fotografia
È scomparso domenica 25 ottobre, ad Amsterdam, all’età di 84 anni, lo storico dell’arte, critico e curatore olandese, tra le figure più influenti della museologia europea degli ultimi cinquant’anni
Il primo volume dell’artista sarà presentato il 27 ottobre alle Gallerie d’Italia di Torino, in un dialogo con Antonio Biasiucci, ideatore del Premio Fotografico Vera Maone



