Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Cassettiera in stile Luigi XV con impiallacciatura in amaranto e satinato, con montature in bronzo dorato, del 1730 circa, con il marchio di François Mondon

Courtesy of Sotheby’s

Image

Cassettiera in stile Luigi XV con impiallacciatura in amaranto e satinato, con montature in bronzo dorato, del 1730 circa, con il marchio di François Mondon

Courtesy of Sotheby’s

La dispersione della galleria Röbbig, addio a un tempio dell’antiquariato europeo

Oltre 400 opere vendute da Sotheby’s a Parigi segnano la fine di una delle più prestigiose gallerie specializzate nella porcellana del Settecento

Gianfranco Fina

Leggi i suoi articoli

Un altro pezzo di storia dell’antiquariato di alta classe se n’è andato disperdendosi in oltre quattrocento frantumi venduti all’asta di Sotheby’s a Parigi il 24-25 giugno scorsi. Non si tratta di un capitombolo occorso ad un inserviente che reggeva un’importantissima quanto fragile opera d’arte ma di una storia riguardante una delle più prestigiose gallerie d’arte antica di Monaco di Baviera: la Robbig, ditta specializzata nella porcellana europea del XVIII secolo, probabilmente la più fornita di merce e preparata professionalmente in questa difficile quanto affascinante storia dell’oro bianco. La galleria nel corso degli anni ha pubblicato numerosi studi relativi alle porcellane europee, ha partecipato alle più importanti mostre d’antiquariato europee come Tetaf di Maastricht  e Highlights di Munchen, ha organizzato un’indimenticabile  esposizione nel 2021 presso lo Château de Chantilly,  il cui catalogo è, di per sé, un oggetto da collezione. Gerhard Röbbig e Alfredo Reyes avviarono la loro attività nel 1976 in Promenadeplatz, una zona all'epoca costellata di gallerie d'arte, e nel volgere di pochi anni i collezionisti delle più prestigiose manifatture di porcellana tedesche  quali Meissen, Frankenthal, Fürstenberg, Höchst, Ludwigsburg, Nymphenburg, KPM come della viennese du Paquier, ebbero un punto di riferimento certo dove trovare nuove opere da aggiungere alle loro raccolte. Nel 2004, la ditta si trasferì in una più grande proprietà in Brienner Straße, arredata secondo il gusto rococò dove oltre alle vetrine colme di porcellane  si potevano trovare squisiti mobili francesi, oggetti in bronzo dorato, dipinti di autori francesi e tedeschi rigorosamente del XVIII secolo.

Gerhard Röbbig morì improvvisamente nel 2012, ma  il socio Alfredo Reyes rilevò in toto la galleria  e continuò a gestirla con lo stesso nome. Un ulteriore, ed ultimo, cambiamento di sede avvenne nel 2019,  trasferendosi nello storicistico Carolinen Palais,  esaltato da un raffinata decorazione, opera  dello scenografo veneziano Massimo Pizzi Gasparon. A chi gli faceva notare che l’antiquariato classico, in tutte le sue declinazioni, stava perdendo interesse in tutto il mondo occidentale, Reynes rispondeva: «Sono convinto che l'interesse per quest'epoca stia nuovamente crescendo e accolgo con piacere la sfida di coltivare questa passione». Purtroppo l’ottimismo non ha pagato, l’anziano mercante ha perduto la sfida, la galleria è stata costretta a chiudere e la Sotheby’s ha ricevuto l’incarico di vendere tutto il magazzino in più tornate di vendita; sono così stati proposti con un’asta tradizionale centosettantacinque lotti mercoledì 24 giugno e tramite una vendita completamente on-line altri duecentocinquanta lotti il giorno seguente; infine in autunno si terrà una terza tornata, ma a Colonia.

Le opere di porcellana erano circa cento sessanta, mentre il resto comprendeva mobili, bronzi, dipinti ed altri oggetti minori, gli invenduti sono stati una ventina, quindi solo il 5% dell’insieme. Passando al dettaglio della vendita, nel campo della porcellana il top lot è stato il servizio da tavola di Meissen eseguito nel 1760 circa per il conte Karl Wilhelm Finck von Finckenstein a cui fu probabilmente donato da Federico II di Prussia, decorato secondo il modello Dulong , cioè a mazzetti di fiorellini tutti diversi, comprendente una quarantina di pezzi più 36 posate in porcellana ed argento; lotto 130, stimato 30-50mila euro, ha raggiunto con i diritti d’asta la cifra di 64mila euro.

Set completo di sedici statuine in porcellana di Nymphenburg raffiguranti personaggi della Commedia dell'Arte, XX secolo. Courtesy of Sotheby’s

Una parte significativa del servizio in porcellana di Meissen realizzato per il conte Karl Wilhelm Finck von Finckenstein, probabilmente un dono di Federico II di Prussia. Courtesy of Sotheby’s

Assolutamente sottostimato (lotto 136 - 10-15mila) invece  il raro centro tavola di Vienna, manifattura Du Paquier circa 1740, composto da sette elementi, quali brocchette, vasi, saliere e gruppo centrale figurato, il tutto poggiante su un vassoio ovale, decorato a fiorellini; oggetto di grande storia, provenienza e pubblicazioni alle spalle che, dopo un’agguerrita battaglia in sala, ha segnato 61.440 euro con diritti. Decisamente più recente la «Nascita della bellezza», centro tavola in porcellana bianca eseguito a Berlino (K.P.M.) attorno al 1945, composto da quattro gruppi formati da cavalli marini, tritoni, nereidi in pose complicate di gusto barocco, modellato da Paul Scheurich (1883-1945) che fu pittore, grafico, scultore e designer, considerato uno dei migliori ceramisti  della prima metà del XX secolo. Anche quest’opera è stata proposta ad una cifra molto ragionevole (lotto 48 - 10-15mila), ma la sala l’ha portata a 40.960 euro, con i diritti.

La figurina in porcellana vivacemente colorata del buffone di corte Jester Fröhlich eseguita a Meissen su modello di Johann Joachim Kändler, circa 1740 (Lotto 32 - 8-12mila euro) ha raggiunto la cifra di 35.840 euro che, pur essendo di tutto rispetto, è comunque meno della metà della cifra ottenuta di un’altra figurina di Frohlich pressochè identica a questa, ma con un piccolo gufo sulla spalla sinistra, venduta a Parigi nell’aprile 2024. Non possiamo non citare il piatto del «cigno» (lotto 180 - stima 10-15mila euro), mitico modello di Kandler del 1738-1739 per il conte Heinrich Graf von Brühl (1700-63) che ha raggiunto, con i diritti, la cifra di 20.480. Molto bello l’insieme delle opere non in porcellana proposte nella vendita Robbig, dove il miglior risultato lo ha raggiunto un lampadario genovese (o piemontese?) in bronzo dorato e pendoleria in cristallo di rocca (lotto 3 - 20-30mila) che ha quasi triplicato la stima massima, con 89.600 euro, diritti compresi.

Di poco meno inferiore cioè 83.200 euro (contro la stima 50-60mila - lotto 52) è il prezzo raggiunto dalla commode stampigliata da François Mondon, lastronata in legno di rosa e di viola  ed arricchita con applicazioni in bronzo dorato, due ranghi di cassetti di cui tre in quello superiore uno solo  in quello inferiore, fortemente incavata sui fianchi, piano in marmo rosso di Francia e databile al 1730 circa. Proveniente da una vendita parigina del 2014 fu allora venduta alla cifra di 273.900 euro. Pessimo affare allora oppure ottimo acquisto ora? 

Un rarissimo portabottiglie araldico in porcellana di Meissen, appartenente al servizio “Swan”. Courtesy of Sotheby’s

Lampadario a dodici bracci in metallo dorato e cristallo di rocca, proveniente dal Nord Italia, probabilmente da Genova, seconda metà del XVIII secolo. Courtesy of Sotheby’s

Il tavolo da centro in legno scolpito e dorato con le gambe unite da una traversa ed il piano in marmo rosso di Linguadoca probabilmente realizzato dalla Société des Bâtiments du Roi per il Castello di Bercy, da un disegno di Jean-Bernard Turreau, detto Toro, attorno al 1720 (lotto 50 - 20-30mila euro), ha raggiunto, con i diritti, la cifra di 44.800 euro. Una certa sorpresa l’ha destata il lotto 11, stimato 10-15mila euro, composto da quattro appliques a tre braccia, in porcellana bianca di Berlino e montature in bronzo dorato di puro stile Luigi XV, ma realizzate alla fine dell’ottocento, che ha raggiunto la cifra di 35.840 euro.
La pittura non era molto presente nella vendita, il miglior risultato è stato ottenuto da una coppia di grandi dipinti ad olio su tela (90x123 cm), raffiguranti probabilmente Costantinopoli eseguiti da Johann Alexander Thiele  (Erfurt 1685 – Dresde 1752) pittore di corte di re Auguro III di Polonia and, in 1740, e protetto dal conte Heinrich von Brühl, noto per il servizio del cigno, ricordato poco sopra, e per avere amministrato in maniera rovinosa la Sassonia. La coppia di dipinti, lotto 32, stimata 30-40mila euro, ha raggiunto con i diritti 38.400. Il ricavato complessivo delle due aste è stato di 3.428.000 euro, compresi i diritti, possiamo quindi  dire che l’asta è stata un successo per quanto riguarda il numero dei lotti venduti e cioè la quasi totalità degli oggetti proposti, ma non ha brillato per exploit singoli, forse perché tenendo molto basse le basi d’asta il pubblico non professionista non riesce a comprendere il giusto valore degli oggetti antichi e di qualità, che in questa vendita non mancavano di certo.

Un’ultimo dato: negli stessi giorni Sotheby’s New York ha venduto circa duecento tra borse e valigie di Vuitton, Hermes, Prada ecc., a più di 3 milioni di dollari e Christie’s a Parigi ha fatturato 5.800.000 euro con trecento borse firmate, tra cui una di Hermes, fatta nel 2024, che ne ha raggiunto 635mila euro...

Gianfranco Fina, 27 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Appartenute a Nerio Nesi e notificate dalla Soprintendenza, sono indirizzate in gran parte a nomi illustri della politica piemontese dell’epoca, ma non mancano testi che documentano episodi privati del «Tessitore» dell’Unità d’Italia

Il volume in questione altro non è che il catalogo della della mostra alla Galerie Kugel di Parigi che offre alla visione 72 pezzi eseguiti dai migliori maestri operanti nella cittadina aquitana

La crisi non è dovuta soltanto al costo degli affitti delle gallerie, al cambiamento del gusto, alla notifica e alle vendite private delle case d’asta. In realtà stiamo facendo quello che era considerato un’eresia: comprare senza toccare

A Norimberga circa 1,2 milioni di opere per immergersi nello studio e nella contemplazione dell’arte applicata e figurativa del mondo occidentale

La dispersione della galleria Röbbig, addio a un tempio dell’antiquariato europeo | Gianfranco Fina

La dispersione della galleria Röbbig, addio a un tempio dell’antiquariato europeo | Gianfranco Fina