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Giuseppe M. Della Fina
Leggi i suoi articoliIl poeta Decimo Magno Ausonio, vissuto attraversando quasi per intero il IV secolo d.C., nel poemetto in esametri «Ordo Urbium nobilium» ricorda Milano in un elenco delle città maggiori dell’Impero romano. Ne rammenta le numerose e ricche abitazioni, la duplice cerchia di mura, il circo, il teatro, i templi, il palazzo imperiale, la zecca, le terme.
Che cosa resta della realtà urbana delineata dal poeta? Più di quello che si è portati a credere. Ci si può rendere conto di ciò leggendo il libro «La città invisibile. Passeggiate archeologiche a Milano» di Luigi Malnati pubblicato dal Touring Club Italiano. Proviamo a percorrere le strade e le piazze odierne della città portando il volumetto con noi.
Cerchiamo il teatro? Occorre raggiungere via San Vittore al Teatro, al numero civico 14, si trova la Sala Borsa e nei suoi sotterranei sono visibili i resti delle strutture della cavea e della scena del teatro. In proposito si può ricordare che, a poca distanza, a Palazzo Turati, in via Meravigli, sotto la Camera di Commercio, è sorto il Museo del Teatro romano.
Vogliamo raggiungere l’anfiteatro, dove si svolgevano gli scontri tra gladiatori? Occorre spostarsi verso la zona compresa tra via De Amicis, via Conca del Naviglio e via Arena. I suoi resti sono visibili nel Parco dell’anfiteatro romano con l’annesso Antiquarium dedicato ad Alda Levi. Vi si possono osservare le fondamenta di alcuni muri radiali della cavea e di un tratto del muro interno che delimitava l’arena. Le sostruzioni delle tribune si trovano al di sotto delle case circostanti. Scavi sistematici sono ancora in corso. Dopo un ampliamento, l’anfiteatro milanese divenne il terzo per grandezza nella Penisola italiana, dopo il Colosseo e quello di Capua.
Possiamo spostarci ancora e raggiungere via Moneta, qui, agli inizi del Novecento, durante la realizzazione della sede della Banca d’Italia, venne scoperto un vasto edificio di epoca romana di circa 700 metri quadrati, che è stato identificato con la Zecca voluta dall’imperatore Gallieno nel 260 d.C., oppure con il tempio di Giunone Moneta che sempre con la Zecca era connesso.
Continuando a camminare, possiamo dirigersi verso corso Magenta, dove al civico n. 15, si trova il Museo Archeologico, che va visitato assolutamente, ma siamo giunti qui per osservare la cosiddetta Torre di Ansperto, l’unica restata in piedi, seppure con diversi rifacimenti, del circuito delle mura imperiali della città. Tratti di esse sono conservati nei sotterranei del museo, mentre altri sono presenti (qui la sorpresa è maggiore) in via Monte Napoleone e in via Manzoni. Nell’area del museo si erigeva il Circo fatto costruire dall’imperatore Massimiano e, in via Luini, si può osservare ancora una torre appartenente forse ai blocchi posti lungo la linea di partenza.
Per osservare la testimonianza più visibile della Milano romana, occorre raggiungere corso di Porta Ticinese, di fronte alla Basilica di San Lorenzo, dove si possono ammirare sedici colonne e tutte recuperate da un vicino tempio distrutto. Ci fermiamo, ma il libro suggerisce che sono ancora numerose le passeggiate archeologiche possibili a Milano.
La città invisibile. Passeggiate archeologiche a Milano
di Luigi Malnati, 144 pp., Edizioni Touring Club Italiano, Milano 2026, € 18
Giuseppe M. Della Fina
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