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Riviera Garibaldi a Treviso, vista dell’ex-ospedale e del ponte dell’Università

Foto tratta da Wikipedia, CC0, Boris Maric

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Riviera Garibaldi a Treviso, vista dell’ex-ospedale e del ponte dell’Università

Foto tratta da Wikipedia, CC0, Boris Maric

La Marca Trevigiana punta al turismo culturale

Nei primi sette mesi del 2026 sono state registrate 1.328.337 presenze, in aumento del 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2025, e 624.727 arrivi, in crescita del 2,2%

Gianfranco Ferroni

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Il turismo culturale è tra gli obiettivi della Marca Trevigiana. La Destinazione Marca Treviso continua a crescere nelle preferenze dei vacanzieri: nei primi sette mesi del 2026 sono state registrate 1.328.337 presenze, in aumento del 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2025, e 624.727 arrivi, in crescita del 2,2%. Un trend che conferma la progressiva affermazione della Marca Trevigiana come destinazione sempre più competitiva nel panorama turistico nazionale e internazionale. Giulia Casagrande, presidente di Fondazione Dmo Marca Treviso, sottolinea che «il lavoro non è solo coordinare il turismo: vogliamo partire dalla conoscenza dei dati, con la loro rilevazione ed analisi. Passiamo attraverso l’informazione, con l’aggiornamento e la formazione degli stakeholder del turismo; infine, puntiamo al raggiungimento degli obiettivi del piano strategico, non stancandoci mai di mostrare la direzione. La promozione porta le persone. Il valore lo fanno le imprese. Noi usiamo la posizione per attrarre e l’identità dei territori per trattenere: meno volumi, più valore, perché conosciamo il tessuto della Marca e siamo consapevoli delle sue potenzialità».

La crescita dei flussi si accompagna a una trasformazione strutturale dell’ospitalità. Il comparto extra-alberghiero registra un incremento dell’8,8% e rappresenta oggi il 47,2% delle presenze complessive, avvicinandosi al peso del settore alberghiero, che rimane sostanzialmente stabile (-0,2%). Un’evoluzione che riflette i cambiamenti nelle modalità di viaggio e la crescente richiesta di esperienze più flessibili e diffuse sul territorio. Anche la distribuzione temporale dei flussi evidenzia segnali incoraggianti. I maggiori incrementi si registrano nei mesi tradizionalmente considerati di «spalla», come febbraio e maggio, a testimonianza di una progressiva destagionalizzazione della domanda e di una capacità crescente della destinazione di attrarre visitatori lungo tutto l’arco dell’anno. La permanenza media si attesta a 2,13 notti, in lieve aumento rispetto alle 2,10 dell’anno precedente. A definire in maniera precisa il profilo dei visitatori contribuisce lo studio realizzato dal Ciset-Centro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica dell’Università Ca’ Foscari Venezia, commissionato da Fondazione Dmo Marca Treviso e condotto su un campione di 223 strutture ricettive. La ricerca evidenzia come il 52,4% degli ospiti soggiorni nel territorio per motivi di lavoro, confermando il forte legame della destinazione con il sistema produttivo locale. Tra i turisti leisure emerge invece una figura particolarmente interessante per le prospettive di sviluppo futuro: il turista del paesaggio culturale, che rappresenta il 39% dei viaggiatori in vacanza. Si tratta di un visitatore itinerante, per metà internazionale, che non ricerca una singola attrazione ma un insieme di esperienze distribuite sul territorio e che soggiorna mediamente per 2,4 notti. Un segmento particolarmente coerente con la natura della Marca Trevigiana, caratterizzata da un patrimonio diffuso fatto di paesaggi, città d’arte, colline, percorsi outdoor, cultura enogastronomica e saper fare produttivo.

I dati confermano inoltre il progressivo rafforzamento del posizionamento internazionale della destinazione. Già nel 2025 gli arrivi stranieri avevano superato quelli italiani, con oltre 529 mila visitatori internazionali, mentre le presenze estere avevano raggiunto quota 1,12 milioni. I principali mercati restano quelli europei, guidati da Germania, Austria, Francia e Paesi Bassi, accanto a una presenza consolidata proveniente dagli Stati Uniti e alla ripresa dei mercati asiatici. Sul fronte della governance e della promozione, Fondazione Dmo Marca Treviso sta proseguendo il percorso delineato dal piano strategico della destinazione. Dopo il lancio del nuovo brand turistico, l’apertura di cinque delle sette linee di prodotto previste e il significativo ampliamento della presenza delle strutture ricettive nel sistema regionale Dms, la Fondazione è impegnata nel potenziamento degli strumenti digitali e della commercializzazione dell’offerta, con il nuovo portale di destinazione e l’attivazione della prenotazione online delle esperienze prevista entro il 2027. Un percorso che trova conferma anche nell’impatto economico generato dal turismo: secondo le elaborazioni di Mastercard per l’Osservatorio Turistico Regionale Federato: la spesa turistica stimata nella Destinazione Marca Treviso per il 2026 si avvicina agli 800 milioni di euro, pari a circa il 10,7% del valore complessivamente generato dalle destinazioni turistiche del Veneto. La fotografia che emerge è quella di una destinazione in piena evoluzione: sempre più internazionale, con una domanda distribuita lungo l’anno, una crescente diversificazione dell’offerta e una maggiore capacità di valorizzare il proprio patrimonio diffuso attraverso un modello di sviluppo orientato alla qualità e alla sostenibilità.

Gianfranco Ferroni, 26 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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