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Marinella Senatore

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Marinella Senatore

La GNAMC lancia il Patto e si siede al tavolo con le imprese

Le aziende aderenti sosterranno il museo con un contributo annuale destinato ad acquisizioni, ricerca, editoria, accessibilità e produzione culturale. Il nuovo Advisory Board accompagnerà la direzione con funzioni consultive, senza incidere sull’autonomia scientifica dell’istituzione

Rosalba Cignetti

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La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea ha lanciato a luglio il Patto per la GNAMC, il programma con cui intende rafforzare il rapporto con il mondo delle imprese attraverso una collaborazione stabile a sostegno delle attività del museo. L’iniziativa prevede la costituzione di un Advisory Board con funzione consultiva, composto dai rappresentanti delle aziende aderenti, e un contributo annuale destinato a finanziare la valorizzazione delle collezioni, acquisizioni, ricerca, editoria, accessibilità e produzione culturale. L’Advisory Board accompagnerà il confronto sulle strategie di sviluppo della Galleria, mentre la responsabilità delle scelte scientifiche e culturali resterà in capo all’istituzione.
Sponsor e interlocutori sono così chiamati a confrontarsi sulle priorità del museo, che trasforma in un programma stabile il rapporto costruito negli ultimi anni con alcune grandi imprese: Autostrade per l’Italia, Banca Ifis, Enel, Fendi, Fondazione Roma, Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Intesa Sanpaolo, Maire e Webuild. Per ciascuna azienda è previsto un contributo annuale di 50mila euro oltre Iva. Il Board dialogherà con la direzione sui programmi da sostenere, senza assumere funzioni gestionali né sostituirsi alle responsabilità scientifiche dell’istituzione. Le risorse potranno essere destinate alla valorizzazione della collezione, alle acquisizioni e alle pubblicazioni, ai programmi dedicati agli artisti contemporanei, all’accessibilità e alla riqualificazione degli spazi. Tra i progetti già individuati figurano la Guida ai mille capolavori della GNAMC, nuovi apparati fotografici ed editoriali, il programma GNAMC Easy per i visitatori ciechi e ipovedenti, le aperture serali e il recupero delle sale ottocentesche e dei cortili storici.
La direttrice Renata Cristina Mazzantini ha sottolineato come le aziende siano coinvolte in un sistema nel quale il museo non si limita a ricevere finanziamenti, ma agisce come produttore di contenuti culturali.

Emilio Isgrò alla GNAMC

Tra i partner di più lunga data figura Intesa Sanpaolo, main sponsor, insieme a Techbau, di Un anno con Emilio Isgrò, la prima edizione del programma oggi denominato Artista alla GNAMC. Il progetto comprende incontri, attività di approfondimento e la produzione di opere destinate a entrare nella collezione del museo. Nel 2025 Intesa Sanpaolo ha inoltre collaborato alla realizzazione di Zzz…desert, l’installazione immersiva di Francesca Leone, confermando una presenza estesa a diversi progetti della programmazione contemporanea.
Il modello è stato progressivamente ampliato. Sempre nel 2025 gli sponsor oggi confluiti nel Patto hanno sostenuto Appuntamento con Palma, il ciclo di aperture serali dedicato a Palma Bucarelli nel cinquantesimo anniversario della conclusione del suo mandato. Il programma ha riunito documenti d’archivio, opere, cinema, musica e incontri pubblici per ripercorrere l’eredità della direttrice che, tra il 1941 e il 1975, trasformò la GNAMC in un laboratorio aperto alle diverse forme della cultura contemporanea.
La collaborazione collettiva trova oggi la sua espressione più evidente in Artista alla GNAMC. Dopo Emilio Isgrò e Mario Ceroli, per il 2026 la scelta è caduta su Marinella Senatore. Autostrade per l’Italia, Banca Ifis, Enel, Fondazione Roma, Gruppo FS, Intesa Sanpaolo, Maire e Webuild sostengono il progetto annuale, che comprende opere, incontri, workshop e attività educative. È un esempio concreto di ciò che il Patto intende rendere strutturale: il passaggio dal finanziamento di un singolo evento al sostegno continuativo di un programma di produzione culturale. Il valore dell’iniziativa non si misurerà soltanto nella quantità delle risorse raccolte, ma anche nella capacità di mantenere un confine chiaro tra il confronto con i finanziatori e l’autonomia scientifica del museo. Il documento istitutivo assegna infatti all’Advisory Board una funzione esclusivamente consultiva: le aziende possono contribuire all’individuazione delle priorità e proporre sinergie, mentre le decisioni, l’indirizzo culturale e la responsabilità scientifica restano in capo alla GNAMC. La novità è che le imprese che sostengono la Galleria siedono oggi attorno allo stesso tavolo.

Rosalba Cignetti, 31 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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