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Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliOggi 23 gennaio a Gerace (Rc) riapre la Basilica Concattedrale di Santa Maria Assunta, tra i più significativi esempi di architettura bizantino-normanna della Calabria, al termine di un intervento di messa in sicurezza sismica.
Le operazioni hanno permesso di preservare l’integrità della Basilica, garantendone la stabilità strutturale e valorizzando un patrimonio che custodisce oltre un millennio di memoria comunitaria. Il progetto è stato realizzato grazie ai fondi del Ministero della Cultura destinati alla sicurezza sismica dei luoghi di culto nell’ambito del Pnrr, con l’imprescindibile presenza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Città Metropolitana di Reggio Calabria e della provincia di Vibo Valentia e il contributo dei professionisti dell’ufficio tecnico diocesano, del Comune di Gerace e dell’impresa esecutrice «Carrà Domenico e figli».
Nel corso della conferenza stampa che si è svolta nella Sala dell’Arazzo della Cittadella Vescovile di Gerace sono stati illustrati nello specifico gli interventi di messa in sicurezza realizzati e i rinvenimenti archeologici effettuati. Giuseppe Mantella, direttore dell’Ufficio Tecnico e dei Beni Culturali della Diocesi di Locri-Gerace, ha ripercorso le recenti campagne di scavo archeologico (2023-25), condotte nella cripta e nella basilica superiore, che hanno permesso di ricostruire con maggiore precisione l’evoluzione del complesso, rivelando un palinsesto architettonico le cui origini risalgono all’VIII secolo d.C. È stata individuata la fase altomedievale del primo luogo di culto, ricavato direttamente nella roccia, successivamente inglobato e ampliato durante le diverse epoche, da quella ottoniana e normanna fino a formare l’attuale cripta. Tra i ritrovamenti più significativi figura una moneta d’oro di epoca bizantina, un Histamenon aureo (976-1025) raffigurante in effigie gli Imperatori Basilio II e Costantino VIII, ulteriore conferma della lunga e stratificata storia del sito.
«Gli interventi strutturali, ha dichiarato agli organi di stampa Mantella, sono stati progettati per rispondere alle vulnerabilità sismiche senza alterare l’identità storica dell’edificio e hanno valorizzato le diverse fasi costruttive e reso più leggibile l’evoluzione architettonica della Concattedrale. Le navate, scandite da colonne in marmo provenienti da antichi siti locali di epoca romana, e la cripta, con il suo suggestivo intreccio di colonne millenarie, testimoniano l’incontro tra tradizione bizantina e influssi occidentali, nonché una continuità di fede lunga oltre tredici secoli».
Giorgio Metastasio, responsabile unico del progetto (Rup), ha evidenziato alcuni dati importanti, in particolare che l’intervento rientra tra i 256 progetti finanziati a livello nazionale e fa parte dei sette affidati alla Diocesi, individuata come Soggetto Attuatore Esterno, per un importo complessivo di 21,65 milioni di euro. Per la Concattedrale, la previsione di spesa ammontava a 6,83 milioni di euro, sulla base del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica redatto dallo Studio Associato Jurina e Radaelli di Milano.
«Un elemento per noi fondamentale, ha dichiarato Daniele Carrà, rappresentante dell’impresa esecutrice “Carrà Domenico e figli”, è stato il coinvolgimento delle maestranze locali, che hanno messo in campo professionalità, dedizione e un legame autentico con il territorio. La loro partecipazione ha arricchito il progetto, trasformando un cantiere in un’esperienza condivisa e profondamente radicata nella comunità».
I lavori erano stati consegnati il 20 gennaio 2025 e si sono conclusi entro i tempi previsti, il 29 dicembre 2025; sono stati diretti da Luigi Scaramuzzino, con la sicurezza affidata a Caterina Mazzitelli, Lucia Saccà e Bruno Giuseppe Chirchiglia. Il collaudo statico è stato curato da Giuseppe Arena, quello tecnico-amministrativo da Girolamo Siciliano.
Scaramuzzino, che ha guidato la Direzione dei Lavori, ha specificato quali sono stati i criteri e interventi per la messa in sicurezza sismica della Basilica Concattedrale di Gerace. Il progetto ha perseguito l’obiettivo di incrementare la resistenza strutturale dell’edificio, garantendo un consolidamento efficace e rispettoso dei principi del restauro conservativo e delle Norme Tecniche per le Costruzioni.
La Direzione dei Lavori ha operato secondo quattro criteri fondamentali: affiancamento, conservazione, efficacia strutturale e compatibilità. Sono stati introdotti nuovi elementi strutturali in grado di lavorare in sinergia con quelli esistenti, valorizzandone la capacità residua attraverso un affiancamento «attivo». La conservazione ha permesso di tutelare le strutture storiche, gli apparati decorativi e le preesistenze archeologiche. Infine, sono stati impiegati materiali coerenti con la natura storica dell’edificio, come malte di calce idraulica naturale e acciaio, per restituire monoliticità alle murature e garantire un adeguato comportamento scatolare. Gli interventi hanno riguardato la cripta, le murature portanti, la copertura, il campanile, le facciate esterne.
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