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L’Armory Show 2026 svela i dettagli della prossima edizione: riflettori puntati sui Caraibi

La fiera newyorkese tornerà al Javits Center dal 24 al 27 settembre 2026, ospitando circa 230 gallerie da oltre 30 Paesi

Riccardo Deni

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L’Armory Show comincia a delineare le coordinate per il suo appuntamento autunnale. La celebre fiera d'arte moderna e contemporanea di New York tornerà a occupare gli spazi del Javits Center dal 24 al 27 settembre 2026, riunendo una selezione di circa 230 gallerie provenienti da più di trenta nazioni.

L'elemento distintivo dell'edizione risiede nell'ampio affondo critico dedicato alla scena artistica dei Caraibi e delle sue ramificazioni diasporiche, esplorato attraverso due sezioni affidate a curatori d'eccezione. Parallelamente, la fiera registra un netto consolidamento nei suoi settori espositivi chiave: sia la sezione Solo sia quella intitolata Presents hanno visto aumentare la presenza degli espositori di oltre il 20%.

«L’Armory Show ha da sempre incarnato la vocazione accogliente di New York nei confronti di artisti, mercanti e idee provenienti dalle Americhe e dal resto del pianeta», ha dichiarato Kyla McMillan, direttrice della manifestazione. «Quest'anno tale identità si traduce nell'eterogeneità degli espositori, nella crescita di Presents e Solo e nell'approccio dei nostri curatori, le cui sezioni ripercorrono le rotte della mobilità, dello scambio e delle connessioni culturali attraverso il bacino caraibico».

Saranno proprio le acque del Mar dei Caraibi e i territori circostanti a fungere da perno ideale per le curatela specializzate. La sezione Platform, quest'anno coordinata da Jovanna Venegas (curatrice dello SculptureCenter), ospiterà installazioni di grande formato orientate sui temi della resilienza, della ricostruzione e delle declinazioni tecnologiche nella regione. Tra gli interventi e le opere ambientali di rilievo figurano i progetti di Bony Ramirez, Curtis Talwst Santiago, Lucia Hierro, Rafael Domenech, María Magdalena Campos-Pons, Hew Locke e Margarita Cabrera. Dal canto suo, la sezione Focus, curata da María Elena Ortiz del Modern Art Museum di Fort Worth, accenderà i riflettori su personali e dialoghi a due con artisti operanti nell'area caraibica e nei suoi contesti diasporici, presentando tra gli altri i lavori di Gio Swaby, Kachelle Knowles, Renée Cox e Lizania Cruz.

L'espansione del settore Solo porterà in fiera circa 25 allestimenti dedicati a singoli profili, tra cui spiccano i nomi di Ayako Rokkaku, Betsabeé Romero, José Bechara e Henry Glavin. Nel frattempo, la sezione Presents, riservata alle gallerie di recente fondazione, accoglierà quasi 55 espositori: tra i volti nuovi che faranno il loro esordio a New York figurano Circle Art Gallery, Galerie Noah Klink, Rajiv Menon Contemporary e Yiwei Gallery, affiancati dal ritorno di realtà già note come Hannah Traore, Hesse Flatow, The Pit e Reservoir.

Infine, l'edizione 2026 rinnova l'iniziativa Armory Spotlight, il progetto che garantisce uno spazio espositivo a titolo gratuito a una realtà culturale newyorkese. La scelta di quest'anno è ricaduta su El Museo del Barrio, che presenterà le opere dell'artista tessile Lulu Varona; durante i giorni della fiera, l'artista coinvolgerà direttamente il pubblico nella realizzazione e nel completamento di una delle sue creazioni.

Riccardo Deni, 21 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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