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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliI teatri «condominiali» italiani sono entrati nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco. Il titolo esatto della candidatura recita «Il sistema dei teatri condominiali all’italiana del XVIII e XIX secolo nell’Italia centrale».
Il sito seriale si componeva in origine di diciotto teatri dislocati in tre Regioni (14 nelle Marche, 2 in Emilia Romagna e 2 in Umbria). L’iniziativa era stata promossa dalla Regione Marche, coordinata dal Servizio Unesco del Ministero della Cultura, con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e della Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unesco.
La candidatura è una rappresentazione del particolare fermento sperimentale che si sviluppò intorno all’architettura teatrale, nell’Italia centrale, nei secoli XVIII e XIX. In questo periodo si assistette alla definizione del modello teatrale «all’italiana», in questa zona declinata secondo la formula «condominiale», ossia una forma di comproprietà tra enti pubblici e gruppi di privati. Questo genere di titolarità illustra il passaggio dei teatri da luoghi di intrattenimento, riservati esclusivamente ai vertici della società, a istituzioni pubbliche di cultura al servizio dell’intera comunità.
Fanno ora parte del sistema riconosciuto dall’Unesco dieci teatri: • il Teatro Angelo Mariani di Sant’Agata Feltria (Rn); • il Teatro Pergolesi di Jesi (An); • il Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno; • il Teatro Serpente Aureo di Offida (Ap); • il Teatro dell’Aquila di Fermo; • il Teatro Lauro Rossi di Macerata; • il Teatro Feronia di San Severino Marche (Mc); • il Teatro Gentile da Fabriano di Fabriano (An); • il Teatro Bramante di Urbania (Pu); e • il Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto (Pg).
Roberto Mercuzio
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