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Ettore Sottsass, Lampada da tavolo “Palafitta”, mod. 12639, ca. 1950–1957, metallo verniciato e diffusori in plexiglass modellato, 34x28x28cm. Stima 2.000 – 3.000

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Ettore Sottsass, Lampada da tavolo “Palafitta”, mod. 12639, ca. 1950–1957, metallo verniciato e diffusori in plexiglass modellato, 34x28x28cm. Stima 2.000 – 3.000

Kruso Art annuncia la nuova sede e l'apertura del dipartimento di design

Il dipartimento nasce con l’ambizione di leggere un secolo di creatività attraverso gli oggetti che lo hanno definito

Riccardo Deni

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Milano, una sera di novembre. Nelle sale di Palazzo Largo Augusto l’aria vibra come nei momenti di passaggio, quando un percorso si chiude e un altro prende forma. Accanto al vicedirettore del Corriere della Sera Luciano Ferraro, il CEO Andrea Orsini Scataglini racconta l’evoluzione di Kruso Art verso un ruolo più ampio. Una casa d’aste che vuole diventare piattaforma culturale, spazio di confronto, laboratorio di idee. È in questo contesto che viene presentato il nuovo dipartimento di design, pronto al debutto con la sua prima asta il 18 dicembre.

Il dipartimento nasce con l’ambizione di leggere un secolo di creatività attraverso gli oggetti che lo hanno definito. Arredi, lampade e visioni dell’abitare che non sono solo funzioni, ma racconti materiali del nostro tempo. A guidarlo sarà Andrea Genovesi, ex restauratore e oggi specialista del design del Novecento, convinto che ogni pezzo sia «un frammento di epoca», un tassello narrativo che torna a parlare a chi lo osserva. Intanto una seconda novità ridisegna il futuro della maison. Dalla primavera 2026 Kruso Art troverà una nuova casa nell’ex Cinema De Amicis, chiuso per decenni. Il restauro conservativo restituirà alla città uno spazio carico di memoria, pronto a rinascere come luogo di mostre, incontri e aste. Un vecchio teatro del racconto che torna a raccontare.

La prima asta del design chiarisce fin da subito la direzione intrapresa. L’apertura spetta ad Alessandro Mendini con la fontana «Le Colonne» del 1986, un dialogo tra ceramica smaltata e bronzo carico di immaginazione architettonica. La stima va da 8 a 10 mila euro. Arriva poi un raro momento delle origini di Ettore Sottsass. La lampada «Palafitta» (circa 1957) gioca con due diffusori in plexiglass sospesi su una struttura nera. Un equilibrio essenziale e già radicale, proposto tra 2 e 3 mila euro. Dallo stesso universo creativo arriva il set di quattro sedie «Palace» di George James Sowden del 1983. Colori primari, geometrie scultoree, libertà Memphis. La stima è di 3–3,5 mila euro.

La sezione dedicata a Gio Ponti offre tre opere che condensano la sua idea di armonia. Un divano in velluto blu degli anni Cinquanta, elegante e misurato, valutato 8–10 mila euro. E due pannelli tessili, «La Casa degli Efebi» e «Conversazione Classica», entrambi stimati 2,5–3 mila euro. Piccole architetture di stoffa in cui convergono spazio, arte e colore.

Chi cerca un tavolo trova due interpretazioni opposte. Il «Paracarro» di Giovanni Offredi (circa 1970) unisce calcestruzzo rivestito in mosaico, acciaio cromato e vetro. Una sorta di frammento urbano tradotto in arredo, proposto tra 1,5 e 2 mila euro. Il modello «De Nos» di Angelo Mangiarotti (circa 1970) sceglie invece la purezza formale di noce e vetro. La stima è di 2,5–3 mila euro.

Una stagione che si apre con nuove idee e nuovi spazi, quindi. E che trova nel design non solo un terreno di mercato, ma un linguaggio capace di restituire la complessità del presente. Per Kruso Art è l’inizio di una fase che promette di ampliare lo sguardo, accendere curiosità e costruire dialoghi duraturi.

Riccardo Deni, 14 novembre 2025 | © Riproduzione riservata

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