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Riccardo Deni
Leggi i suoi articoliIl colosso del mercato dell'arte contemporanea Hauser & Wirth esce indenne da una complessa vicenda legale nel Regno Unito. Un tribunale britannico ha infatti prosciolto la mega galleria dall'accusa di aver violato, nel 2022, le restrizioni commerciali imposte nei confronti della Russia in seguito alla vendita di un lavoro firmato da George Condo.
Il procedimento penale era stato avviato lo scorso novembre dal Crown Prosecution Service britannico. Nel mirino degli inquirenti erano finite sia la galleria – nata in Svizzera ma con avamposti, tra gli altri, anche a Londra e nel Somerset – sia l'azienda di trasporti speciali Artay Rauchwerger Solomons, entrambe accusate di aver ceduto un'opera su carta a un soggetto presumibilmente legato a Mosca. Dopo un'udienza preliminare tenutasi il 5 maggio 2026 in cui le difese avevano richiesto il non luogo a procedere, la svolta definitiva è arrivata alla Southwark Crown Court di Londra. Il giudice Tony Baumgardner ha rigettato i capi d'imputazione, sentenziando che l'accusa non ha fornito prove adeguate a dimostrare che il destinatario finale fosse effettivamente residente in territorio russo al momento della compravendita.
Soddisfazione è stata espressa dai portavoce di Hauser & Wirth, che attraverso una nota ufficiale hanno dichiarato: «Siamo felici che la corte abbia archiviato integralmente il caso contro la nostra sede britannica. Fin dal principio abbiamo contestato con fermezza il procedimento, respingendo ogni addebito. Il nostro impegno nel rispettare gli obblighi di legge e il regime sanzionatorio rimane totale, e siamo felici che la questione sia formalmente conclusa».
George Condo, Escape From Humanity, 2021 © Courtesy the artist and Hauser & Wirth
Secondo la ricostruzione della procura, l'opera al centro della disputa – il disegno del 2021 intitolato Escape From Humanity – sarebbe stata messa a disposizione dell'acquirente tra l'aprile e la fine di dicembre del 2022, mentre la ditta di trasporti avrebbe curato il trasferimento materiale del lotto tra i mesi di agosto e dicembre dello stesso anno. Si ricorda che nell'aprile del 2022, in risposta all'invasione dell'Ucraina, il Regno Unito ha imposto un severo bando sull'esportazione verso la Russia di beni di lusso – inclusi automobili, gioielli, antiquariato e opere d'arte – aventi un valore superiore alle 250 sterline (circa 330 dollari). La violazione di tali norme configura un reato penale punibile con sanzioni pecuniarie illimitate per gli enti societari e fino a sei mesi di reclusione per le persone fisiche.
La notizia del rinvio a giudizio, emersa lo scorso autunno, era coincisa temporalmente con l'improvvisa rottura professionale tra George Condo e Hauser & Wirth, scuderia a cui il pittore era legato dal 2019, sebbene non vi siano mai state prove di una correlazione tra i due eventi. Proprio di recente, la galleria ha annunciato il ritorno dell'artista nei propri ranghi in regime di co-rappresentanza con Sprüth Magers, pianificando una doppia esposizione a Parigi e Palo Alto per il 2027. Dalla galleria tengono a precisare che la concomitanza tra l'assoluzione in tribunale e il nuovo accordo commerciale è frutto di una pura coincidenza.
L'inchiesta, originata da un input dell'agenzia doganale e fiscale britannica (HM Revenue and Customs), detiene una rilevanza storica. Si è trattato infatti della prima azione penale tentata nel Regno Unito contro una società per azioni in base ai regolamenti sulle sanzioni alla Russia nel comparto dei beni di lusso. Sul fronte dei privati si registra invece un precedente diverso. Il 1° luglio un uomo d'affari britannico è stato condannato a una multa di 28mila sterline (circa 37,4mila dollari) dopo essersi dichiarato colpevole di aver tentato l'esportazione illegale verso la Russia di quattro opere d'arte, tra cui un'icona antica, segnando la prima effettiva condanna registrata dall'entrata in vigore del blocco commerciale.
Riccardo Deni
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