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Rosalba Cignetti
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La seconda collezione Haute Couture di Jonathan Anderson per Dior porta il nome di Lynda Benglis. Per l’Autunno/Inverno 2026-27 il direttore creativo sceglie la scultrice americana come principale riferimento della sfilata, costruendo attorno alla sua ricerca un percorso che attraversa abiti, lavorazioni sartoriali e accessori, arrivando all’assimilazione di un metodo sviluppato dall’artista nell’arco di oltre mezzo secolo. Nata in Louisiana nel 1941, Benglis è una delle figure che hanno ridefinito la scultura americana a partire dalla fine degli anni Sessanta. Attraverso lattice, cera, schiume poliuretaniche, piombo e metalli ha spostato l’attenzione dall’oggetto finito al comportamento della materia, lasciando che fossero colature, pieghe, torsioni e gravità a determinare la forma dell’opera. Questo approccio alla materia ha attirato Anderson, che individua un’affinità con il lavoro della couture: anche negli atelier Dior il tessuto acquista volume attraverso manipolazioni, plissettature e costruzioni manuali. Questa ricerca attraversa l’intera collezione. Gonne metalliche, superfici increspate, grandi nodi, plissé e drappeggi non riproducono le opere di Benglis, ma ne reinterpretano il principio costruttivo. Anche la Bar Jacket, uno dei codici storici della maison, viene riletta attraverso una costruzione più fluida, mentre alcuni abiti trasformano progressivamente la materia passando da tessuti compatti a organze leggere. Il dialogo si estende anche agli accessori. Anderson sviluppa con Benglis alcune versioni della Lady Dior e della Petit Dîner, inserendo nella collezione riferimenti alla serie Zanzidae: Peacock, nata dopo i soggiorni dell’artista ad Ahmedabad, in India. Da quella esperienza derivano motivi floreali, piume, ricami e applicazioni tessili che vengono rielaborati nelle borse senza assumere il carattere di una semplice citazione decorativa.
© Dior
© Lynda Benglis
La scultrice ha sempre lavorato sulla trasformazione della materia, lasciando che il peso, la gravità e la fluidità dei materiali partecipassero alla composizione. La couture adotta lo stesso principio: il tessuto utilizzato come materiale da modellare, piegare e plasmare. La collaborazione rappresenta uno dei primi interventi artistici sviluppati da Anderson da quando ha assunto la direzione creativa di Dior. Già negli anni trascorsi alla guida di Loewe il designer aveva costruito un dialogo costante con artisti e artigiani contemporanei; nella maison francese questo rapporto entra direttamente nella progettazione della collezione Haute Couture, coinvolgendo non soltanto gli abiti ma anche gli accessori. Per Dior la collaborazione con Lynda Benglis conferma una linea sempre più presente nel lusso contemporaneo: gli artisti non vengono chiamati soltanto a firmare prodotti o installazioni, ma a mettere a disposizione della maison un linguaggio e un metodo di ricerca facendo, in questo caso, della manipolazione della materia il vero filo conduttore della collezione.
Rosalba Cignetti
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