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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliSono 341 i beni culturali italiani che hanno ancora bisogno di interventi di tutela. Monumenti, siti archeologici, borghi, edifici storici e paesaggi che rischiano di perdere il proprio valore a causa dell’incuria, del degrado e della mancata manutenzione. È quanto emerge dalla nuova Lista Rossa di Italia Nostra, il progetto dedicato al censimento e al monitoraggio del patrimonio nazionale in pericolo, che si rinnova con una piattaforma digitale pensata per rendere le informazioni più accessibili e favorire la partecipazione dei cittadini.
Il nuovo sito è stato presentato il 21 ottobre a Roma, nella Sala Igea dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, durante il convegno «La tutela condivisa e partecipata. La Lista Rossa di Italia Nostra», che ha riunito istituzioni, esperti e associazioni impegnati nella salvaguardia dei beni culturali.
Nata nel 2011, dopo il crollo di alcuni antichi muri a Pompei, l’iniziativa ha raccolto in quindici anni 520 segnalazioni provenienti da tutto il territorio nazionale. Un archivio in continua evoluzione, sottoposto a verifiche e aggiornamenti: delle 402 schede finora validate, 341 riguardano beni ancora da tutelare, 58 sono confluite nella Lista Verde, dedicata ai siti recuperati o messi in sicurezza, e 3 nella Lista Nera, che documenta le perdite irreversibili.
Tra i 341 beni in pericolo, ne citiamo alcuni: • il Castello di Loriano di Marcianise (Ce); • il vecchio Faro di Fiumicino (Rm); • i ruderi dell’Abbazia di San Nicola de Nemore, a Caccamo (Pa); • la Torre Civica del Ricetto Medievale di Riva di Pinerolo (To); • la Cappella di Nostra Signora delle Nevi a Charemoz, Gressan (Ao); • l’ex Ospedale Psichiatrico a Granzette (Ro); • Palazzo Carducci Agustini dell’Antoglietta a Taranto; • il Santuario di Nostra Signora dell’Acquasparta a La Spezia; • l’ex Monastero delle Clarisse ora Caserma Carabinieri Triggiani a Catanzaro (Cz); • la Chiesa e Convento dell’Annunciata a Cortemaggiore (Pc); • il Convento di San Giuseppe fuori le mura a L’Aquila (Aq).
I tre beni irrimediabilmente perduti sono: • l’ex Fabbrica Alessandro Anzani a Monza; • l’ex Mercato Ortofrutticolo di Piacenza; • i resti della Chiesetta di S. Poletto a Monfalcone (Go).
La Lista Rossa non è quindi un semplice elenco, ma uno strumento operativo per conoscere le condizioni dei beni, seguirne i cambiamenti e promuovere interventi di conservazione. La nuova piattaforma permette di esplorare una mappa georeferenziata e consultare schede con informazioni sulla storia, sulla localizzazione, sullo stato di conservazione e sui rischi, corredate da immagini e dettagli sugli eventuali lavori eseguiti.
Sono 23 le categorie individuate, che spaziano dai siti archeologici ai luoghi di culto, dalle architetture rurali e industriali ai giardini, fino ai borghi e ai paesaggi culturali. Per descrivere le condizioni dei beni è prevista una classificazione articolata in sei livelli, dal buono stato alla compromissione irreversibile.
Un ruolo centrale è affidato alla partecipazione civica. Attraverso la funzione «Invia una segnalazione», chiunque può indicare un bene in pericolo, fornendo informazioni sulla sua posizione e fotografie. Le segnalazioni vengono esaminate e trasmesse alle sezioni territoriali di Italia Nostra per le verifiche e l'approvazione, anche attraverso sopralluoghi e consultazione di archivi e banche dati specialistiche.
«Dietro ogni scheda vi sono storie, identità, paesaggi e comunità che rischiano di perdere una parte significativa della propria memoria collettiva», sottolinea Edoardo Croci, presidente nazionale di Italia Nostra. L’obiettivo, aggiunge, è rendere il patrimonio nuovamente riconoscibile, accessibile e significativo per la collettività.
La sfida è trasformare la conoscenza in prevenzione: individuare tempestivamente le criticità e sensibilizzare cittadini e istituzioni può contribuire a evitare nuovi abbandoni e perdite. Perché proteggere il patrimonio significa non soltanto conservare le testimonianze del passato, ma trasmettere alle generazioni future una parte essenziale dell'identità del Paese.
La Chiesa dell’Annunciata a Cortemaggiore (Pc), uno dei 341 beni culturali nella Lista Rossa di Italia Nostra
Roberto Mercuzio
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