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Riccardo Deni
Leggi i suoi articoli«Opera Aperta» è un progetto che propone l’architettura come atto di cura e responsabilità condivisa, capace di rispondere alle sfide sociali ed ecologiche contemporanee, nel decennale della pubblicazione della Lettera Enciclica Laudato si’ di Papa Francesco, un testo fondamentale nella comprensione crescente che la contemporaneità è chiamata a costruire sul nostro essere tutti abitanti di una stessa casa comune.
Il Padiglione della Santa Sede è uno spazio in continuo divenire e ospita il lavoro collettivo, accanto a quello degli studi di architettura, di associazioni e realtà vive di Venezia, che sono invitate a mettere a disposizione le loro capacità e competenze per creare un progetto aperto a tutta la comunità, offrendo una visione di speranza per il futuro dell'architettura, che valorizza il mondo esistente e coloro che lo abitano.
Durante i giorni di apertura, tutti i visitatori hanno la possibilità di assistere ai lavori di restauro dell’edificio, affidati a Lares, storica azienda specializzata nel recupero di opere in pietra, marmo, terracotta, pittura murale e su tela, stucco, legno e metallo. Nei pomeriggi di martedì e venerdì, il pubblico è invitato a mettersi alla prova partecipando ai workshop gratuiti e aperti a tutti condotti dall’UIA-Università Internazionale dell’Arte.
La presenza della Santa Sede per questa edizione della Biennale Architettura e per la prossima edizione di Biennale Arte vede di nuovo il supporto, come main partner, di Intesa Sanpaolo, che ha scelto di sostenere il Dicastero per la Cultura e l’Educazione in questo percorso artistico e umano. Il progetto conta anche sul sostegno di dst group, gruppo portoghese che opera nei settori dell'ingegneria e delle costruzio
Ogni martedì e venerdì, una grande tavola conviviale, gestita dalla cooperativa nonsoloverde, dà inoltre vita a momenti di incontro e di scambio culturale; mentre dal martedì alla domenica sono attivi e prenotabili online tramite la piattaforma Coopculture (www.coopculture.it) gli spazi per prove musicali e strumenti, grazie alla collaborazione con il Conservatorio di Musica “Benedetto Marcello” di Venezia.
Padiglione della Santa Sede, Opera Aperta, installation views, ph. Marco Cremascoli
Padiglione della Santa Sede, Opera Aperta, installation views, ph. Marco Cremascoli
Padiglione della Santa Sede, Opera Aperta, installation views, ph. Marco Cremascoli
Padiglione della Santa Sede, Opera Aperta, installation views, ph. Marco Cremascoli
Padiglione della Santa Sede, Opera Aperta, installation views, ph. Marco Cremascoli
Padiglione della Santa Sede, Opera Aperta, installation views, ph. Marco Cremascoli
Riccardo Deni
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Dal 7 novembre al 19 dicembre 2026, Contemporary Fine Arts a Berlino presenta «The Department», settima personale di Dana Schutz con la galleria. Tra nuovi dipinti a olio, grandi disegni a carboncino e opere recentemente esposte alla Pinakothek der Moderne di Monaco, l'artista americana costruisce un universo di corpi deformati, guerre, cerimonie fallite e relazioni precarie. Una pittura che intreccia grottesco, allegoria e tensione narrativa per interrogare l'incapacità degli individui e delle istituzioni di governare il disordine contemporaneo.
Il Regno Unito conserva il secondo posto nel mercato dell'arte mondiale, con vendite per 8 miliardi di sterline nel 2025 e una quota del 18%, ma perde terreno rispetto agli Stati Uniti e ai concorrenti europei. Un nuovo rapporto di Arts Economics per la British Art Market Federation ricostruisce trent'anni di trasformazioni: crescita modesta dopo la crisi del 2008, contrazione degli scambi internazionali, costi crescenti per le gallerie e un mercato delle aste sempre più concentrato sui grandi valori. Mentre Parigi guadagna competitività, Londra deve ripensare le condizioni economiche che ne hanno sostenuto il ruolo di capitale del commercio d'arte.
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Alla sua terza partecipazione ad Artissima, la galleria londinese Alice Amati ha presentato uno degli allestimenti più curati e riconoscibili della fiera torinese. Protagonisti la pittrice americana Danielle Fretwell, con cinque nuove nature morte che reinterpretano la tradizione della vanitas, e lo scultore italiano Massimiliano Gottardi, autore di un'installazione costruita attorno alla ripetizione di calici da champagne. Un dialogo tra pittura e scultura, memoria e desiderio, che ha richiamato l'attenzione del pubblico, confermando il valore di una proposta espositiva concepita come progetto unitario.


