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Redazione
Leggi i suoi articoliForse, prima di ogni altra cosa, la fiera è un ecosistema di relazioni, di incontri, di scambi. Sicuramente lo è Art Verona, che nelle intenzioni della direttrice Laura Lamonea, al suo secondo anno di mandato, si prefigge proprio questo obiettivo. L’ambizione della ventunesima edizione - che torna quindi a Veronafiere dal 9 all’11 ottobre 2026 con il titolo Tra parentesi - coniuga la memoria storica della manifestazione a una forte spinta all'internazionalizzazione. Accanto alle gallerie storiche che sostengono l'appuntamento fin dalle origini, Lamonea introduce una significativa apertura verso Oriente, accogliendo realtà provenienti da Corea, Cina e India. Vocazione globale trova il suo baricentro in Focus Corea, una sezione inedita curata dalla piattaforma indipendente AWave, che propone un affondo sulla scena artistica coreana moderna e contemporanea.
All'interno dei padiglioni, la proposta espositiva si articola attraverso una struttura fluida in cui spiccano importanti novità. Se la Main Section presidia il dialogo tra moderno e contemporaneo, l'indagine sui linguaggi attuali si arricchisce di nuove prospettive. Leonardo Regano cura Pittura (Ora), uno spazio che interroga lo statuto della pittura e del disegno contemporanei in un momento di ridefinizione del linguaggio gestuale. La vera novità dell'anno è Still [per(formare) lo sguardo], sezione curata da Giovanna Manzotti che esplora la fotografia attraverso progetti monografici e confronti intergenerazionali, esaltandone la sperimentazione formale. Trova continuità anche la sezione Effetto Sauna (Fuori dalle parentesi) di Thomas Ba, che mette in cortocircuito i lavori di artisti affermati con le visioni di giovani talenti non ancora rappresentati dal mercato.
L’esperienza dei visitatori viene ridisegnata anche attraverso dispositivi che invitano a momenti di paura. Il padiglione 12 accoglie lo spazio Cinema, arricchito da proiezioni d'archivio internazionali e dagli incontri del ciclo CONVER_SIAMO. Parallelamente, la Galleria dei Signori ospita l'installazione site-specific PORTALUCE. Ideata dal duo di Edizioni Brigantino, la struttura scenografica trasforma l'area di transito in un luogo di sosta e osservazione, un invito a rallentare che si sposa con il racconto del podcast Invito a vedere, pensato per tracciare un itinerario ideale tra le voci dei protagonisti del sistema.
Ma, come anticipato, la vera forza di questa edizione risiede nella sua natura corale e nella capacità di superare i confini fisici della fiera. Attraverso il neonato progetto InterFiera, curato da Maria Marinelli, ArtVerona attiva una sinergia inedita con le grandi manifestazioni del Gruppo Veronafiere, come Vinitaly, Marmomac e Fieracavalli, creando un punto di contatto tra l'arte contemporanea, le imprese e le filiere produttive. Il legame con il tessuto industriale e culturale si traduce anche in una ricca rosa di riconoscimenti, dove lo storico fondo A Disposizione viene affiancato da novità assolute come il Premio Fondazione Bonollo per la sezione Effetto Sauna e il Premio MC Collection ideato dal collezionista Marco Curina, che vanno ad aggiungersi ai numerosi premi di residenza e acquisizione già consolidati.
La fiera si diffonde dunque capillarmente nella città di Verona, patrimonio UNESCO, attivando collaborazioni con i Musei Civici, l'Università e l'Accademia di Belle Arti. Ma anche con luoghi storici e non consueti che diventano il palcoscenico per interventi artistici di rilievo. A Palazzo Forti, l'artista spagnola Dora García presenta Líneas de Tiempo, un'installazione performativa che traccia la memoria e le fratture storiche della città. Nella suggestiva Sala Morone del Convento di San Bernardino, Luca Trevisani mette in mostra vent'anni di ricerca incentrata sulla fragilità e sul mondo sensibile come organismo vivo. La fotografia contemporanea trova il sostegno continuo di Nadia Zenato attraverso la sua fondazione culturale, mentre la sede di Fondazione Cariverona in via Forti accoglie un'opera site-specific commissionata a Marinella Senatore.
Se la fiera è il luogo della relazione, l'arte è il flusso continuo che la connette con la città, e tutti i suoi abitanti.
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