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The Blank Residency

Foto Maria Zanchi

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The Blank Residency

Foto Maria Zanchi

Il 2026 segna per The Blank Contemporary Art una fase di profonda trasformazione

L’associazione bergamasca oltre a cambiare sede, guarda al futuro attraverso una strategia che intreccia produzione artistica, internazionalizzazione e radicamento territoriale

Alessia De Michelis

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Tra una grande mostra internazionale, una nuova piattaforma produttiva e il trasferimento della propria sede storica, il 2026 segna per The Blank Contemporary Art una fase di profonda trasformazione. L’associazione bergamasca guarda al futuro attraverso una strategia che intreccia produzione artistica, internazionalizzazione e radicamento territoriale.

L’appuntamento centrale della seconda parte dell’anno sarà la mostra personale di Alex Da Corte al Palazzo della Ragione di Bergamo, che sarà inaugurata il 12 novembre nell’ambito di ArtDate. Curata da Stefano Raimondi, l’esposizione presenterà una nuova produzione dell’artista statunitense, tra le figure più influenti della scena contemporanea internazionale, già protagonista di importanti progetti al Whitney Museum of American Art e al Metropolitan Museum of Art di New York.

La mostra rappresenta anche uno dei primi esiti di «Made In», il nuovo progetto sostenuto da Fondazione Cariplo che trasforma The Blank in una realtà di produzione artistica multicentrica. Attraverso una piattaforma digitale dedicata alla coprogettazione e alla circolazione sostenibile di opere e mostre, l’iniziativa punta a connettere istituzioni culturali nazionali e internazionali, ampliando il raggio d’azione dell’associazione.

Dal 12 al 15 novembre tornerà inoltre ArtDate, che per la sua 16ma edizione sceglie come tema «Magia», indagando le nuove forme di fascinazione generate dall’inconscio tecnologico, dalla comunicazione contemporanea e dalle ritualità del villaggio globale. Il programma comprenderà mostre, performance, talk e proiezioni diffuse in città.

Tra i progetti in calendario anche «Thesaurus. Archivi di memoria e di futuro» (15 novembre-5 dicembre), iniziativa multidisciplinare dedicata ai trent’anni dalla fine della guerra in Bosnia, e la nuova opera permanente di Davide Sgambaro per la 48ma edizione del Premio Matteo Olivero a Saluzzo.

A fare da cornice a questa nuova stagione è il passaggio dalla storica sede di via Quarenghi 50 a un nuovo spazio in via Sant’Elisabetta. Un cambiamento simbolico che chiude un ciclo iniziato nel 2011, quando lo spazio divenne il fulcro delle prime residenze d’artista della città, ospitando oltre 70 artisti internazionali. Il 20 giugno un Moving Party aperto al pubblico celebrerà quindici anni di attività e l’avvio di una nuova fase per una delle realtà più attive nel panorama dell’arte contemporanea italiana.

Alessia De Michelis, 04 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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