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Vasilij Kandinskij, «Das bunte Leben», 1907, in asta da Christie’s il 14 ottobre a Londra (stima su richiesta)

Courtesy di Christie’s

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Vasilij Kandinskij, «Das bunte Leben», 1907, in asta da Christie’s il 14 ottobre a Londra (stima su richiesta)

Courtesy di Christie’s

Il ritorno dei grandi maestri: l’arte del Novecento protagonista delle aste autunnali

Le opere firmate da Van Gogh, Mondrian, da Kandinskij e Cezanne, dominano gli incanti internazionali e preparano una stagione da miliardi di dollari

Ludovica Zecchini

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Negli ultimi mesi i collezionisti hanno puntato forte verso il rifugio più sicuro, quello dei classici del Novecento. Sono i più costosi ma anche quelli su cui l’investimento è più sicuro. D’altra parte, non sempre le aste a loro dedicate sono state degli exploit, come invece si è verificato nel 2026, tra il miliardo di dollari raggiunto da Christie’s con la Collezione Newhouse o gli oltre 360 milioni guadagnati da Sotheby’s con la Lewis Collection. Entusiasmo che si stima possa continuare anche negli appuntamenti autunnali, che potrebbero valere altri due miliardi di dollari alle maison di settore. L’ottimismo si fonda sulla coincidenza di due volani paralleli: da un lato la proverbiale prudenza dei collezionisti di lunga data, da sempre ostili alla volatilità delle mode passeggere; dall’altro la maturazione di una nuova leva di acquirenti internazionali. Questi ultimi, dopo aver mosso i primi passi acquistando giovani talenti, si stanno ora indirizzando verso i grandi maestri del XX secolo. A questi elementi si aggiunge poi una congiuntura favorevole dal lato offerta: solo nell’ultimo anno oltre 30  tra fondazioni e collezioni private tra Europa e America hanno avviato la dismissione di cospicue collezioni d’arte moderna. 

Uno scenario in cui, a ottobre, la piazza londinese offrirà l’occasione di proseguire in questo solco grazie a due lotti di caratura museale inseriti nei cataloghi di Christie’s. Il primo è «Composition III» (1920) di Piet Mondrian, testimonianza rara dell’anno in cui l’artista produsse appena 8 tele, 5 delle quali già custodite in importanti collezioni pubbliche. Rimasta per anni al Kaiser Wilhelm Museum di Krefeld, e stimata tra i 20 e i 30 milioni di sterline (fino a 35 milioni di euro), l’opera si candida a scatenare un’ampia competizione. Il secondo lavoro è «Das bunte Leben», 1907, di Vasilij Kandinskij, gemma della stagione giovanile restituita agli eredi Lewenstein dopo un lungo deposito al Lenbachhaus di Monaco. La tela, con stima su richiesta, si prevede supererà in asta i 30 milioni di dollari (entrambe le opere in asta il 14 ottobre). A novembre, da Sotheby’s a New York, sarà poi il momento della Collezione Blaquier. Se la data dell’asta è ancora da confermare, abbiamo invece un’idea del suo valore complessivo: 450 milioni di dollari. Merito, in gran parte, di due dei lotti più importanti degli ultimi anni. Il primo è «Châtaignier en fleurs roses et blanches», dipinto da Van Gogh nel 1890, valutato oggi fra 150 e 200 milioni di dollari. Il secondo è un dipinto appartenente agli «Arlecchini» di Paul Cézanne, anch’esso valutato intorno ai 150 milioni di dollari. Completano il nucleo principale «Avant la Course» di Edgar Degas, una veduta parigina di Pissarro ed «En canot (ou Jeune fille à la barque)» di Renoir, ciascuno valutato ben oltre i 25 milioni di dollari.

Ludovica Zecchini, 07 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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