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Ludovica Zecchini
Leggi i suoi articoliNel mercato di Vincent van Gogh la cronologia agisce come uno spietato moltiplicatore economico. Se le prove giovanili e le tele parigine oscillano a livelli distanti dai record storici, l'ultimo periodo a Auvers-sur-Oise rappresenta l’apice speculativo assoluto: l’istante in cui la biografia tragica si unisce alla tensione pittorica. Con questa premessa, la stima intorno ai 180 milioni di dollari con cui Sotheby’s presenterà il prossimo 18 novembre a New York Châtaigniers en fleurs (1890) punta a polverizzare qualsiasi precedente primato dell’artista. Il dipinto guida così la dispersione della leggendaria raccolta argentina Blaquier-Arrieta, stimata complessivamente attorno ai 450 milioni di dollari, dopo essere rimasta per oltre mezzo secolo blindata nella residenza di famiglia alle porte di Buenos Aires e sottratta allo sguardo pubblico da oltre sessant'anni.
Eseguita ad Auvers-sur-Oise intorno al 24 maggio 1890, a pochissimi giorni dall'approdo nel villaggio e ad appena due mesi dal colpo di pistola fatale, la tela (olio su tela, 70 x 58 cm) mostra un imponente castagno fiorito a dominare lo spazio con una materia pittorica densa, plastica e vibrante, mentre sul registro inferiore una figura solitaria affianca tre donne vestite con rimandi all'immaginario giapponese. Degli oltre settanta dipinti nati durante il soggiorno di Auvers, soltanto otto paesaggi figurano ancora in collezioni private: questo ne rappresenta l'esito più monumentale.
A garantirne l’eccezionalità è inoltre l'impeccabile provenienza, con una catena di passaggi documentata fin dalle origini, partita da Johanna van Gogh-Bonger e transitata per figure chiave come l'editore tedesco Samuel Fischer, il produttore discografico George "Buddy" DeSylva e la mecenate Harriet Harris-Jonas, prima dell'approdo nel 1975 dalla galleria Wildenstein a Nelly Arrieta e Carlos Pedro Blaquier.
Vincent Van Gogh, Châtaigniers en fleurs
L'operazione cade in una fase di forte slancio finanziario per Van Gogh. L'artista ha chiuso il 2025 con oltre 63,6 milioni di euro di fatturato in asta e una crescita dell’indice di valore pari al +50,1%, andando ad occupare il sedicesimo posto globale tra i nomi più redditizi. Una performance che poggia su una precisa rotta geografica, quella che porta agli Stati Uniti, i quali assorbono da soli il 95,7% del turnover dei lotti, con il comparto della pittura a generare l’85% dei volumi complessivi.
I vertici storici sono finora rimasti un monopolio esclusivo di Christie’s, che occupa per intero le prime cinque posizioni della classifica mondiale. Dai 117,1 milioni di dollari staccati nel 2022 da Verger avec cyprès (collezione Paul Allen) agli 82,5 milioni storici del Ritratto del dottor Gachet del 1990 (oltre 210 milioni rivalutati a valori odierni), seguiti da Laboureur dans un champ (81,3 milioni nel 2017), dal Portrait de l'artiste sans barbe (71,5 milioni nel 1998) e da Cabanes de bois parmi les oliviers et cyprès (71,3 milioni nel 2021).
Sotheby’s si attesta subito a ridosso, occupando il sesto gradino con i 66,3 milioni di dollari di L’Allée des Alyscamps nel 2015, seguiti dai 62,7 milioni di Romans parisiens a fine 2025. Il passaggio newyorkese di Châtaigniers en fleurs potrebbe ribaltare i nomi in cima alla classifica, oltre che verificare la risposta del collezionismo globale davanti a una posta così elevata.
Ludovica Zecchini
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