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Camilla Sordi
Leggi i suoi articoliA soli tre mesi dalla vendita record di «Gus», il Tyrannosaurus rex battuto lo scorso luglio per 50,1 milioni di dollari, il 27 ottobre l’esemplare di Nanotyrannus noto come «Jodi» è stato aggiudicato per 47,3 milioni di dollari da Sotheby’s a New York. Un risultato straordinario giunto al termine di una gara serrata durata dodici minuti, che ha visto competere sei collezionisti prima dell’affondo finale. L’esito dell’asta ridefinisce la parte alta delle classifiche globali per la categoria, «Jodi» diventa il secondo fossile di dinosauro più caro mai passato in asta, superato soltanto dal citato «Gus» e scalzando «Apex», lo Stegosaurus battuto sempre da Sotheby’s nel luglio 2024 per 44,6 milioni di dollari. Con quest’ultima tornata, la casa d'aste consolida il predominio nel settore, arrivando a detenere i tre prezzi più alti mai registrati nella storia delle aste di paleontologia, a partire dal capostipite «Sue» venduto nel 1997.
La cifra polverizza la stima iniziale, che oscillava tra i 6 e i 9 milioni di dollari, moltiplicando la valutazione di partenza di oltre cinque volte. Una simile progressione economica si intreccia direttamente con il recente e profondo riassestamento tassonomico che ha segnato la disciplina. «Jodi» rappresenta infatti la prima apparizione sul mercato d'asta di un Nanotyrannus da quando la comunità scientifica ne ha confermato la validità come genere autonomo e distinto dal T. rex, chiudendo un dibattito durato oltre ottant'anni grazie agli studi di Lindsay Zanno e James Napoli su oltre 200 fossili.
Scoperto nel 2019 dalla proprietaria terriera Jodi Pierson nella Formazione di Hell Creek in Montana, a breve distanza dal sito dei «Dueling Dinosaurs», il reperto è stato portato alla luce dal paleontologo Clayton Phipps insieme al suo team. Si tratta di uno dei soli tre scheletri «assemblati» conosciuti, forte di circa 191 elementi ossei fossilizzati in uno stato di conservazione eccezionale. Il cranio vanta 53 elementi articolati, tra cui mascelle, nasali fusi, scatola cranica e trentacinque denti, accompagnati da un cingolo pelvico completo, porzioni rilevanti degli arti con la rara presenza della furcula e l'asse scheletrico parietale.
Un percorso espositivo singolare, quello del fossile, che prima della definitiva consacrazione tassonomica era già apparso sulla scena internazionale nel 2023, quando venne presentato negli spazi di Frieze Masters a Londra sotto il nome di «Chomper» e identificato allora come un giovane T. rex.
Camilla Sordi
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