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La città fantasma di Craco (Mt) oggetto di un progetto di conservazione del World Monuments Fund nel 2010

Foto tratta da Wikipedia, CC BY-SA 4.0, Maurizio Moro5153

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La città fantasma di Craco (Mt) oggetto di un progetto di conservazione del World Monuments Fund nel 2010

Foto tratta da Wikipedia, CC BY-SA 4.0, Maurizio Moro5153

Il patrimonio mondiale è in pericolo: le tre minacce principali secondo il World Monuments Watch 2027

Scarsità di finanziamenti, cambiamenti climatici e perdita di competenze specialistiche sono i problemi più grossi emersi durante l’analisi delle 372 candidature raccolte dal World Monuments Fund. I siti che si aggiudicheranno gli aiuti per il prossimo anno saranno annunciati a febbraio

Giorgio Valentini

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Scarsità di finanziamenti, cambiamenti climatici e perdita di competenze specialistiche sono oggi tra le principali minacce per il patrimonio culturale mondiale. È quanto emerge dall’analisi delle 372 candidature raccolte dal Wmf-World Monuments Fund per il «World Monuments Watch 2027», il programma internazionale che dal 1996 individua, ogni due anni, luoghi di particolare valore culturale esposti a rischio. Ad essi dedica attività sul campo, sensibilizzazione, erogazione di sovvenzioni, istruzione e formazione, per sostenerne e promuoverne la conservazione.

Il dato più rilevante riguarda le risorse economiche: il 65% dei promotori delle candidature segnala vincoli finanziari, una percentuale in aumento rispetto al 55% del 2024. Tra le cause figurano soprattutto l’inadeguatezza dei finanziamenti pubblici (22%), le condizioni economiche locali (17%) e l’aumento dei costi di materiali e manodopera specializzata (10%).

Al secondo posto si colloca il cambiamento climatico, indicato dal 54% dei promotori. Quasi un terzo delle candidature (30%) segnala minacce dirette legate a eventi meteorologici estremi, tra cui inondazioni, tempeste, siccità e incendi. In Africa subsahariana i rischi ambientali e climatici sono indicati dall’83% dei promotori, mentre in Asia e Pacifico emerge soprattutto la carenza di competenze: il 51% segnala una disponibilità limitata di specialisti e il 32% la perdita di pratiche e conoscenze tradizionali. La trasmissione del sapere rappresenta infatti una criticità crescente a livello globale: il 35% delle candidature evidenzia la necessità di formare nuovi professionisti e recuperare mestieri e tecniche tradizionali. In diversi progetti del Wmf, la conservazione viene già utilizzata come strumento di formazione, coinvolgendo personale locale, studenti e nuove generazioni di specialisti.

L’analisi restituisce anche differenze regionali. In America Latina e Caraibi, il 40% dei promotori segnala l’inadeguatezza della protezione legale e dell’azione governativa; in Medio Oriente e Nord Africa, il 47% indica conflitti e processi di pacificazione come preoccupazioni principali. In Nord America, invece, il 49% evidenzia uno squilibrio nella rappresentazione delle diverse storie ed eredità culturali nei siti patrimoniali.

Il patrimonio viene però considerato anche una possibile risorsa per affrontare queste fragilità. Il 63% dei promotori ne sottolinea il potenziale per sostenere le economie locali attraverso turismo, occupazione e rigenerazione urbana e rurale; il 59% quello di rafforzare il coinvolgimento delle comunità, mentre il 50% vede nella salvaguardia dei siti un'opportunità per l’educazione e la ricerca. «Le pressioni sul patrimonio si stanno intensificando, mentre finanziamenti, capacità gestionale e competenze faticano a tenere il passo», afferma Bénédicte de Montlaur, presidente e Ceo del Wmf.

Dal 1996 il «World Monuments Watch» ha contribuito alla tutela di quasi 350 siti, con oltre 125 milioni di dollari (oltre 110 milioni di euro) investiti direttamente dal Wmf e altri 300 milioni mobilitati dalle comunità attraverso ulteriori fonti di finanziamento. La selezione per il 2027 è ora al vaglio di una commissione internazionale indipendente presieduta dall’architetta Brinda Somaya. La lista completa dei siti sarà resa pubblica a febbraio 2027.

Giorgio Valentini, 01 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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