Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Giorgio Valentini
Leggi i suoi articoliUna nuova collaborazione internazionale tra il Museo Nacional del Prado di Madrid e il Rijksmuseum di Amsterdam punta a rileggere, attraverso la ricerca, il ruolo delle donne nell’arte e nella storia. Al centro dell’accordo c’è l’obiettivo condiviso di rafforzarne la presenza nelle collezioni e di costruire una narrazione più ampia e inclusiva della storia comune di Spagna e Paesi Bassi.
Il progetto comprenderà incontri tra esperti, un programma internazionale di fellowship post-dottorali e una mostra dedicata alla leadership femminile nei Paesi Bassi asburgici del XVI secolo, che sarà ospitata dal Rijksmuseum. La fellowship prenderà il via nel settembre 2027 e sarà rivolta allo studio del ruolo, del governo e della rappresentazione delle donne nell’Impero asburgico, con particolare attenzione ai legami tra i contesti olandese e spagnolo. Il ricercatore selezionato potrà lavorare sulle collezioni dei due musei e contribuire ai progetti espositivi sviluppati nell’ambito della collaborazione. Le candidature apriranno nell’ottobre 2026.
L’iniziativa si inserisce in percorsi di ricerca già avviati dalle due istituzioni. Al Prado, «The Female Perspective», nato come progetto di ricerca e oggi diventato un programma permanente e trasversale, indaga la presenza delle donne come artiste, committenti e protagoniste delle collezioni. Nove gli ambiti coinvolti, dalla ricerca alla documentazione, dalle mostre alle pubblicazioni, fino alla formazione, alla divulgazione digitale e alle collaborazioni internazionali. Mostre e itinerari hanno riportato l’attenzione su figure come Clara Peeters, Sofonisba Anguissola, Isabel Clara Eugenia, Cristina di Svezia e Isabella Farnese. Questo autunno il museo presenterà inoltre una mostra dedicata a Mariana d’Austria, incentrata sulla costruzione e sulla diffusione dell’immagine della regina durante il suo regno.
Anche il Rijksmuseum lavora dal 2021 per aumentare la visibilità delle donne nelle proprie collezioni. Il programma ha prodotto studi su oltre 450 opere, la serie di convegni «Women in the Museum» e mostre come «Point of View: A Gender Perspective on the Collection» (5 luglio-1 settembre 2024). Il museo ha inoltre acquisito recentemente opere di artiste quali Gesina ter Borch, Maria van Oosterwijck e Marlow Moss.
Giorgio Valentini
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
Si tratta di «The Orange Plague», l’ultima provocazione dello scultore danese Jens Galschiøt, già noto per opere dedicate al rapporto tra potere, ingiustizia e diritti umani
Prima dell’apertura prevista nella primavera 2027, la nuova succursale del Beaubourg si presenta al pubblico con «Prélude!»: tre appuntamenti dedicati all’architettura, alla natura e al rapporto con la collettività
«Alla Tina Jama abbiamo avuto la fortuna di scavare una ricca sequenza tardo mesolitica», spiega Federico Bernardini, direttore dello scavo. Un contesto raro che può offrire nuovi elementi per comprendere come cambiarono ambiente, economia e pratiche di sussistenza con l’introduzione dell’agricoltura e dell’allevamento
Il progetto, che sarà inaugurato l’11 dicembre, traduce in forme contemporanee alcuni caratteri della città: Frank O. Gehry lo concepì come un’architettura capace di confrontarsi direttamente con il paesaggio, il clima e la cultura dell’Emirato



