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Camilla Sordi
Leggi i suoi articoliL'eco classica del marmo trova risonanza contemporanea e prestigiosa al MAGA di Gallarate, che riesce ad attirare tra le sale uno degli artisti più attivi del momento: Jago. Dal 15 novembre 2026, lo scultore (al secolo Jacopo Cardillo, nato a Frosinone nel 1987) sarà protagonista di un doppio percorso curato da Tommaso Zijno, promosso dal Comune di Gallarate e dal Museo stesso, insieme alla partecipazione chiave dell'Assessorato alla Cultura di Regione Lombardia. Insieme alla mostra del museo gallaratese, l'operazione assume infatti tratti istituzionali con l'esposizione di una scultura dell'artista negli spazi di Palazzo Lombardia.
La proposta si articolerà quindi in due allestimenti distinti e complementari. A Milano, un'installazione pensata per mettere in relazione la solidità della materia e la fluidità del tempo. Al MA*GA la mostra Corpi Esposti proporrà un dialogo tra le sculture di Jago e le opere storiche di autori italiani che hanno fatto la storia del Novecento.
L'iniziativa lombarda giunge a coronamento di un percorso espositivo e mediatico di rilievo internazionale per l'artista laziale. Dagli esordi e dalla partecipazione a soli ventiquattro anni alla 54ª Biennale di Venezia - dove presentò il busto in marmo di Papa Benedetto XVI, poi spogliato delle vesti papali nel 2016 con l'opera Habemus Hominem — Jago ha sviluppato una ricerca fondata sulla lavorazione virtuosa del marmo unita a un uso sistematico delle piattaforme digitali per la condivisione dei processi di creazione. Oltre ovviamente che dei suoi esiti.
Negli anni la sua produzione ha spaziato dalle grandi installazioni nello spazio pubblico, come Look Down in Piazza del Plebiscito a Napoli e poi nel deserto di Fujairah, fino a operazioni di forte impatto simbolico come The First Baby, prima scultura in marmo inviata a bordo della Stazione Spaziale Internazionale durante la missione ESA Beyond con Luca Parmitano. Dopo le esperienze newyorkesi, la realizzazione del Figlio Velato custodito presso la Cappella dei Bianchi a Napoli e l'apertura del Jago Museum nella chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi nel 2023, la ricerca dell'artista ha vissuto passaggi espositivi al Padiglione Italia di Expo Osaka e la collocazione temporanea della versione in gesso del David alle Gallerie d'Italia.
L'idea di Jago, del resto, è vincente: coniugare il rigore tecnico della scultura classica con la dimensione partecipativa e pop dell'arte d'oggi.
Jago, Habemus Hominem, 2009-2016, marmo statuario, 60x45xh70 cm, crediti fotografici/courtesy © JAGO, by SIAE
Camilla Sordi
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