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Redazione
Leggi i suoi articoliIl borgo storico di Cigognola, adagiato sulle colline del pavese, rivela alla sua sommità un'essenza contemporanea che le stradine pedonali e la torre medievale del castello provano ad ammantare di un fascino lontano. Una contaminazione di linguaggi che rende il paesino lombardo una sorta di laboratorio culturale. Di certo un luogo dove estetiche differenti si incastrano, talvolta sovrapponendosi.
È il caso di «Two and a Half Hearts», l'installazione scultorea in bronzo dell'artista kosovaro Petrit Halilaj, che dal 6 giugno prende posizione nell'area panoramica del Belvedere. L'opera d'arte contemporanea, che prende la forma del profilo di due cuori e mezzo, come suggerisce anche il titolo, lascia che il vuoto al suo interno venga assorbito dal paesaggio circostante. Se la scultura incornicia lo scenario verdeggiante, quest'ultima dà corpo all'installazione completandola.
L'operazione, curata da Ilaria Bernardi, nasce dalla sinergia tra l’Associazione Genesi, la realtà fondata da Letizia Moratti che impiega l'arte come strumento di sensibilizzazione per i diritti umani, e Ifis art, la divisione di Banca Ifis diretta da Ernesto Fürstenberg Fassio che si occupa di tutela e valorizzazione della creatività odierna. Per i due soggetti si tratta del secondo progetto congiunto sviluppato nel corso dell'anno, dopo l'inaugurazione veneziana a Palazzo Marin della personale di Shirin Neshat.
Petrit Halilaj
L'opera di Halilaj si inserisce all'interno di «Abetare», una serie a cui l'artista lavora da circa quindici anni recuperando i graffiti e i disegni incisi sui banchi della scuola di Runik, in Kosovo, frequentata durante l'infanzia e in seguito quasi interamente distrutta dagli eventi bellici. Attraverso la trasposizione plastica di questi segni spontanei, l'autore propone una riflessione incentrata sulla fragilità dei legami affettivi e sulla complessità di conservare le proprie radici identitarie all'interno di scenari segnati da conflitti e migrazioni. Halilaj, figura di rilievo internazionale già protagonista di interventi site-specific sul tetto del Metropolitan Museum of Art di New York e alla Hamburger Bahnhof di Berlino, si conferma così attento a una poetica della memoria che intreccia il dato biografico con le urgenze collettive della storia recente.
La collocazione scelta per l'installazione è uno spazio pubblico accessibile liberamente in ogni momento della giornata, dove l'opera entra in dialogo con una versione del «Terzo Paradiso» di Michelangelo Pistoletto, installata nello stesso sito due anni fa. Il posizionamento di questo nuovo nucleo scultoreo punta a stimolare l'evoluzione dell'identità civica del territorio, offrendo alla comunità locale un punto di sosta in cui l'osservazione del paesaggio naturale si sovrappone alla sollecitazione intellettuale.
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