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Ginevra Borromeo
Leggi i suoi articoliUn drammatico incendio ha segnato l’inizio del 2026 ad Amsterdam: nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio un vasto rogo ha avvolto la Vondelkerk, storico edificio neogotico situato su Vondelstraat, a pochi passi dal celebre Vondelpark. Le fiamme, divampate intorno alla mezzanotte e mezza, si sono rapidamente concentrate nella torre campanaria. La struttura, risalente al 1872 e progettata dall’architetto Pierre Cuypers – figura centrale dell’architettura religiosa olandese del XIX secolo – è andata quasi completamente distrutta. Il campanile è crollato sotto l’intensità del fuoco, seguito da ampie sezioni del tetto e della navata centrale. Le autorità di sicurezza della regione Amsterdam-Amstelland hanno dichiarato che la Vondelkerk «non può più essere salvata» e che l’intero edificio, in fiamme, rischiava un ulteriore collasso. Per precauzione, decine di abitazioni nelle vicinanze sono state evacuate e i vigili del fuoco hanno lanciato un allarme regionale (NL-Alert) per la forte presenza di fumo e detriti nell’aria. Non risultano, fortunatamente, vittime o feriti gravi al momento, ma l’episodio rimane uno dei più gravi incendi che abbiano colpito un landmark storico della città negli ultimi anni. I soccorritori hanno lavorato a lungo per contenere le fiamme e impedire ulteriori danni alle case circostanti, mentre le cause dell’incendio sono ancora al vaglio delle autorità.
La Vondelkerk fu costruita nel XIX secolo per servire la comunità cattolica come Chiesa del Sacro Cuore di Gesù; fu luogo di culto fino al 1977, quando fu deconserrata e trasformata in spazio polifunzionale: sede di eventi, concerti, uffici e attività culturali. Nel corso degli anni era diventata un elemento riconoscibile dell’architettura storica di Amsterdam-Ovest, apprezzata per il suo stile neogotico e per la sua relazione con il vicino Vondelpark. Questo incendio è un colpo durissimo alla memoria architettonica della città. Anche dopo un forte incendio nel 1904 che distrusse la torre originale – poi ricostruita da Joseph Cuypers, figlio di Pierre – l’edificio aveva continuato a esistere come simbolo di continuità storica. Ora, la quasi totale distruzione solleva interrogativi sulla conservazione del patrimonio in strutture storiche costruite con materiali tradizionali e spesso vulnerabili al fuoco.
La Vondelkerk di Amsterdam è uno dei simboli più significativi della stagione neogotica olandese, un linguaggio architettonico che nei Paesi Bassi assunse un valore fortemente identitario, politico e religioso. La Vondelkerk fu costruita tra il 1869 e il 1872 come Chiesa del Sacro Cuore di Gesù, in un momento storico cruciale: dopo secoli di marginalizzazione, il cattolicesimo nei Paesi Bassi stava vivendo una vera e propria rinascita. Solo nel 1853 era stata infatti ristabilita la gerarchia episcopale cattolica, aprendo la strada alla costruzione di nuove chiese monumentali nelle città. Amsterdam, tradizionalmente protestante e mercantile, divenne uno dei principali laboratori di questa nuova architettura cattolica.
La Vondelkerk sorse in un quartiere in espansione, nei pressi dell’attuale Vondelpark, come segno visibile di una comunità che rivendicava finalmente spazio e rappresentanza nello spazio urbano. Il progetto fu affidato a Pierre Cuypers (1827–1921), figura centrale dell’architettura olandese del XIX secolo. Cuypers è noto soprattutto per due edifici simbolo dei Paesi Bassi moderni: il Rijksmuseum (1885) e la Stazione Centrale di Amsterdam (1889). Ma il suo ruolo nel campo dell’architettura religiosa è altrettanto fondamentale. Profondamente cattolico, Cuypers considerava il gotico medievale non come uno stile da citare, ma come un sistema morale e spirituale da reinterpretare. Per lui il neogotico non era decorazione, ma espressione di fede, ordine e comunità. Nel 1977, la Vondelkerk fu sconsacrata. Come molte chiese europee, perse la funzione religiosa ma non quella simbolica. Negli anni successivi fu riconvertita in spazio polifunzionale per eventi, concerti e uffici, incarnando una nuova fase della vita del patrimonio storico: non più solo da conservare, ma da riabitare. Proprio questa stratificazione rende oggi la perdita della sua torre e delle sue strutture ancora più dolorosa: scompare un testimone materiale della storia sociale, religiosa e urbana dei Paesi Bassi.
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