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Casa Museo Molinario Colombari. Crediti: Cristopher Ghioldi

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Casa Museo Molinario Colombari. Crediti: Cristopher Ghioldi

La casa museo come piattaforma multidisciplinare: il caso Molinario Colombari

A Milano un’ex fabbrica di argentieri del Novecento diventa Casa Museo Molinario Colombari, spazio ibrido tra collezione fotografica e cultura del design. La Collezione Ettore Molinario, costruita dagli anni Novanta, attraversa la storia della fotografia fino al contemporaneo e si propone come piattaforma curatoriale e relazionale, aperta a collaborazioni istituzionali e ricerca.

Ginevra Borromeo

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Nel panorama milanese delle iniziative private dedicate all’arte, Casa Museo Molinario Colombari si inserisce come un prezioso progetto strutturato. Lo spazio nasce dalla riqualificazione di un’ex fabbrica di argentieri del Novecento e si propone come luogo di scambio tra collezionismo, ricerca e progettualità contemporanea.

L’impianto architettonico conserva la memoria industriale e la traduce in un percorso scandito da ambienti separati da tende di velluto. La dimensione domestica non è occultata ma integrata nella fruizione pubblica. La casa museo diventa così dispositivo curatoriale, dove l’allestimento costruisce una narrazione più che una semplice esposizione. Al centro si colloca la Collezione Ettore Molinario, avviata negli anni Novanta e sviluppata lungo un arco che attraversa la storia della fotografia fino ai linguaggi contemporanei. L’impostazione evita una lettura cronologica lineare. Grandi autori, figure meno note e immagini anonime convivono secondo nuclei tematici che riflettono una ricerca personale sull’identità e sulle sue tensioni: maschile e femminile, eros e thanatos, desiderio di armonia e conflitto affettivo.

La collezione assume un carattere curatoriale autonomo. Non si limita alla conservazione ma promuove dialoghi con istituzioni, sostiene progetti di ricerca e si offre come piattaforma per confronti critici sul potere delle immagini. La fotografia è intesa come strumento di conoscenza e di relazione, capace di trasformare esperienze individuali in patrimonio condiviso.

Accanto alla dimensione fotografica si inserisce lo sguardo di Rossella Colombari, storica gallerista e figura di riferimento per il design italiano del Novecento. La compresenza di fotografia e design non è accessoria. Costruisce un’intersezione tra cultura visiva e cultura dell’oggetto, ampliando il raggio d’azione della casa museo nel sistema milanese.

Casa Museo Molinario Colombari opera come associazione culturale a respiro internazionale. Il modello di visita su prenotazione, attivo ogni mercoledì pomeriggio, privilegia un rapporto diretto con il pubblico e rafforza la dimensione esperienziale. In un contesto in cui le collezioni private assumono un ruolo crescente nella produzione culturale, il progetto consolida una tendenza strutturale: la trasformazione della casa museo in attore stabile del sistema dell’arte, capace di affiancare le istituzioni pubbliche con programmi agili e visioni personali.

 

Ginevra Borromeo, 21 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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