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Particolare del dipinto riproducente un ritratto (posteriore) del cardinale Guala Bicchieri

Foto: Comando Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri

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Particolare del dipinto riproducente un ritratto (posteriore) del cardinale Guala Bicchieri

Foto: Comando Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri

Il cardinale Guala Bicchieri torna a casa in Sant’Andrea a Vercelli

Un ritratto (posteriore) del celebre ecclesiastico, plenipotenziario nel Medioevo, rubato nel 2011 dalla Basilica vercellese, è stato restituito all’ente ecclesiastico dai Carabinieri. Nella stessa operazione sono state riconsegnate ai rispettivi titolari due tele, una di Giovanni Battista Graneri e una attribuita a Pietro da Cortona

Roberto Mercuzio

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Nel 2011 era stato rubato nella Basilica di Sant’Andrea a Vercelli. Quindici anni dopo il ritratto del cardinale Giacomo Guala Bicchieri (realizzato evidentemente qualche secolo dopo la sua morte) è tornato «a casa». La data della restituzione ufficiale, il 19 febbraio, è il giorno in cui si celebra l’anniversario della posa della prima pietra della chiesa, avvenuta il 19 febbraio 1219 per volontà dello stesso cardinale.

A restituire il dipinto sono stati i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale di Torino, dopo un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Vercelli. L’investigazione ha utilizzato tecnologie avanzate in aiuto alle competenze storico-artistiche. È partita dall’utilizzo del sistema Swoads (Stolen Works Of Art Detection System), un programma basato sull’Intelligenza Artificiale che monitora costantemente siti web e social network alla ricerca di opere trafugate. Il software confronta le immagini pubblicate online con quelle presenti nella Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti, che raccoglie informazioni su oltre 7 milioni di oggetti censiti.

Grazie a questo lavoro sono emerse strane evidenze: presso una casa d’aste piemontese erano stati messi in vendita due dipinti già oggetto di furto nel 2012. Si tratta di una tela raffigurante una «Festa in un castello piemontese» di Giovanni Battista Graneri (1708-62) e della grande «Adorazione dei Pastori» attribuita a Pietro da Cortona (1596-1669), entrambe provenienti da furti in abitazioni private del territorio regionale.

Le verifiche dei Carabinieri Tpc hanno accertato che le opere erano state affidate alla casa d’aste dallo stesso soggetto, un antiquario torinese. Gli inquirenti hanno allora esteso il controllo a tutte le opere che il mercante aveva destinato alla vendita. Tra queste, un dipinto a olio su tela, presentato come raffigurante San Carlo Borromeo, ha attirato l’attenzione degli specialisti. L’opera risultava tagliata nella parte superiore, probabilmente per adattarla a una nuova cornice o per modificarne l’identità iconografica. Nonostante l’intervento, l’analisi incrociata con le immagini presenti nella banca dati ha consentito di ricondurre il quadro al ritratto del Cardinale Guala Bicchieri, trafugato nel 2011 proprio dalla Basilica di Sant’Andrea.

Tutti e tre i dipinti sono stati posti sotto sequestro e, dopo le verifiche necessarie, restituiti ai legittimi proprietari. Le indagini sono tuttora in corso, per ricostruire la filiera possessoria delle opere e accertare eventuali responsabilità penali.

Roberto Mercuzio, 19 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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