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Camilla Sordi
Leggi i suoi articoliIl tempo come flusso circolare, in cui la memoria della classicità e le sue stratificazioni formali non costituiscono un semplice repertorio citazionista, ma una presenza viva, capace di interrogare il presente e la natura stessa della rappresentazione. All'interno dello storico Palazzetto Taverna Radice Fossati, cornice che dal marzo 2025 accoglie il rinnovato flagship store di Bvlgari a Milano, le opere di Luca Pignatelli trovano così una naturale sponda concettuale nel progetto espositivo «Aphrodite», aperto al pubblico fino a gennaio 2027. L'iniziativa rinnova il dialogo il palazzo milanese, l'identità romana della maison di alta gioielleria e la ricerca espressiva dell'artista, integrando negli spazi del primo piano - quelli dedicati alle creazioni uniche - tre opere concepite ad hoc per la riapertura della boutique.
La poetica di Pignatelli torna a coordinarsi attorno alla figura della Musa, soggetto fondativo del suo vocabolario visivo in cui il volto scolpito di un'antica scultura di Artemide perde ogni connotazione mitologica per assumere la statuto di archetipo di bellezza e ispirazione. Nel percorso espositivo il tema si declina attraverso le immagini di «Musa», «Testa Femminile» e «Afrodite», icone della scultura classica che l'artista sottopone a un continuo processo di metamorfosi materica, giocando sulle variazioni di tono, sui cambi di superficie e sulla densità dei supporti.
La mostra si articola, dunque, come un racconto visivo della metamorfosi di queste immagini, tra variazioni di tono, superficie e intensità. In particolare, viene presentata tra le opere «Musa» (2026), eseguita su tessuto ricamato: un lavoro di particolare delicatezza tattile che testimonia l'ulteriore evoluzione del linguaggio di Pignatelli verso soluzioni compositive aperte alla trasformazione.
L'incontro tra i lavori dell'artista e l'allestimento dello spazio di Via Montenapoleone si fonda su un'affinità strutturale tra l'arte e la gioielleria, entrambe accomunate dalla ricerca sulla nobiltà della materia e sulla permanenza della forma. Le stratificazioni pittoriche e le iconografie storiche evocate da Pignatelli risuonano così con il design interno del palazzo e con la dialettica formale di creazioni iconiche della maison. A partire dalle linee di «Serpenti», emblema prezioso di rigenerazione e seduzione, fino alle linee contemporanee della linea «B.zero1».
Il percorso si configura quindi come una meditazione silenziosa sulla bellezza, dove il frammento antico, sottratto all'oblio della storia, si riappropria del proprio potere simbolico attraverso il filtro della sperimentazione contemporanea.
Bvlgari, immagini della mostra «Aphrodite» di Luca Pignatelli
Bvlgari, immagini della mostra «Aphrodite» di Luca Pignatelli
Camilla Sordi
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