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Marino Marini intitolato, «Cavallo e cavaliere»

Shell Historical Heritage & archive

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Marino Marini intitolato, «Cavallo e cavaliere»

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Il bronzo vale oro da Bonhams: Marino Marini oltre il milione, record per Rembrandt Bugatti

Le sculture dei due artisti italiani si prendono la copertina nell'asta che la maison ha tenuto a Parigi, valsa nel complesso 3,3 milioni di euro di vendite

Riccardo Deni

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Il cavaliere decadente trionfa a Parigi. Il monumentale bronzo di Marino Marini intitolato «Cavallo e cavaliere», un'opera monumentale alta più di due metri e mezzo concepita tra il 1956 e il 1957, è stata aggiudicata per 1,19 milioni di euro durante l'asta di arte impressionista e moderna di Bonhams, a Parigi, il 3 giugno. Complessivamente, l'asta ha incassato 3,3 milioni di euro. Proveniente dalla rinomata Collezione Shell, la scultura rappresenta un punto di svolta nella produzione postbellica dell'artista pistoiese, che qui trasforma il tradizionale tema equestre in un potente e drammatico simbolo dell'instabilità della condizione umana moderna. 

Se nelle opere giovanili il rapporto tra uomo e animale appariva armonico, le ferite lasciate dalla Seconda Guerra Mondiale trasformarono il motivo in quello che lo scultore definiva «l'intera storia dell'umanità»: tragica, destinata a fallire. Infatti, in «Cavallo e cavaliere» la figura umana non cavalca più con autorità, ma è sospesa, quasi disarticolata sopra un animale rigido, colto in un istante di estrema tensione nervosa. La superficie del bronzo, tipica della pratica di Marini, è trattata con una vitalità tattile straordinaria. Incisa, irruvidita e arricchita da una patina policroma che conserva tracce di pigmenti, l'opera assume l'aspetto di un reperto archeologico appena riemerso dalla terra, un frammento senza tempo che parla di vulnerabilità universale.

La giornata ha registrato un altro exploit storico nel campo della scultura a tema animale, con un nuovo primato d'asta stabilito da Rembrandt Bugatti. Il suo bronzo a patina policroma «Cigogne en marche», un pezzo unico eseguito nel 1907 e recante il marchio di fusione Hébrard, ha toccato i 673,5 mila euro, la cifra più alta mai pagata in un incanto per un volatile in bronzo dello scultore milanese. Di gran rilievo anche la vendita di una rarissima opera giovanile dello stesso Bugatti, l'inedito gruppo plastico «Deux vaches se suivant, l'une broute en marchant», eseguito a soli sedici anni e aggiudicato per 76,6 mila euro.

Ottimi riscontri hanno premiato anche il nucleo di quattro fusioni d'epoca realizzate da François Pompon, tutte volate ben oltre le valutazioni iniziali. L'iconico esemplare in pietra di Lens raffigurante l'«Ours Blanc» ha raggiunto i 279,8 mila euro, seguito dal bronzo dell'«Hippopotame», che ha triplicato le stime minime assestandosi a 178,2 mila euro. Le altre due creazioni del maestro francese, il «Grue couronnée en marche» e il piccolo bronzo del «Dromadaire», sono passate di mano rispettivamente per 89,3 mila euro e per 48,6 mila euro.

La tela di Léopold Survage intitolata «Ville», un impianto urbano cubista frammentato e ricomposto risalente al 1920, ha triplicato le aspettative della vigilia venendo battuta a 190,9 mila euro. Grande rigore compositivo ha mostrato anche la veduta fluviale di Albert Marquet intitolata «La Frette vers Paris, le remorqueur», acquistata per 159,1 mila euro. Infine, la vivace tavolozza cromatica del dipinto di Jean Metzinger intitolato «Portrait de Louise Luquet», riapparso sul mercato direttamente dalla collezione della famiglia ritratta, ha trovato un nuovo proprietario per 63,9 mila euro, mentre la suggestiva composizione di Giorgio De Chirico intitolata «Cavallo in un paese», eseguita a metà degli anni Cinquanta, ha chiuso la rassegna dei passaggi di rilievo venendo aggiudicata per 24,3 mila euro.

Marino Marini (1901-1980), Cavallo e cavaliere. Venduta per 1,19 milioni

Rembrandt Bugatti (1884-1916), Cigogne en marche. Venduta a 673,5 mila euro

Riccardo Deni, 05 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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