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Andō Hiroshige, “Cinquantatré Stazioni della Tōkaidō” 東海道五十三次. Circa 1833-1834 Stampa xilografia a matrici multiple (nishiki-e) Editore: Takenouchi Magohachi (Hoeidō) Stazione n. 5, Totsuka, L’incrocio di Motomachi 戸塚 元町別道

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Andō Hiroshige, “Cinquantatré Stazioni della Tōkaidō” 東海道五十三次. Circa 1833-1834 Stampa xilografia a matrici multiple (nishiki-e) Editore: Takenouchi Magohachi (Hoeidō) Stazione n. 5, Totsuka, L’incrocio di Motomachi 戸塚 元町別道

A Torino 36 stampe di Utagawa Hiroshige che raffigurano la storica arteria che collegava Edo a Kyoto

Il Mao-Museo d’Arte Orientale presenta la seconda selezione della serie «Le 53 stazioni della Tōkaidō», appartenenti alla collezione UniCredit 

Riccardo Deni

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La strada come racconto, il paesaggio come esperienza visiva e il viaggio come occasione di scoperta. È intorno a questi temi che ruota «Paesaggi da sogno / Dreamscapes», la mostra che il Mao-Museo d’Arte Orientale di Torino presenta dal 24 luglio al 29 novembre, dedicata a uno dei vertici dell’ukiyo-e ottocentesco: la serie «Le 53 stazioni della Tōkaidō» di Utagawa Hiroshige.

L’esposizione, curata da Laura Vigo e Claudia Ramasso in collaborazione con i Musei Reali di Torino, riunisce 36 stampe appartenenti alla collezione UniCredit e costituisce la seconda tappa di un percorso di approfondimento avviato dal museo nel 2025. Il progetto invita a ripercorrere la storica arteria che collegava Edo a Kyoto, trasformata da Hiroshige in un itinerario poetico dove paesaggio, vita quotidiana e atmosfere sospese si fondono in una narrazione di sorprendente modernità.

Pubblicata per la prima volta nel 1833 dall’editore Hōeidō, la serie conobbe un successo senza precedenti: oltre 15mila copie vendute e una diffusione capillare che la rese uno dei più grandi bestseller del Giappone dell’epoca Edo. Accessibili economicamente (il loro costo equivaleva a quello di un pasto semplice) le stampe erano concepite come prodotti editoriali destinati a un vasto pubblico, anticipando per ritmo e costruzione narrativa modalità espressive che ricordano lo storyboard cinematografico.

Il percorso espositivo si arricchisce di una sella giapponese in legno laccato e oro e dell’album fotografico Views of Japan di Felice Beato, provenienti dai Musei Reali di Torino, che documentano l’evoluzione dell’immaginario del viaggio tra XIX secolo e primi linguaggi della fotografia.

In dialogo con la mostra, il Mao presenta inoltre due coppie di paraventi giapponesi recentemente restaurati, dedicate rispettivamente alle vedute di Kyoto («Rakuchū rakugai zu») e agli episodi della Guerra Genpei. Un confronto che mette in relazione la cultura dell’élite samurai con la dimensione più popolare e dinamica restituita dalle immagini di Hiroshige. 

Riccardo Deni, 23 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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A Torino 36 stampe di Utagawa Hiroshige che raffigurano la storica arteria che collegava Edo a Kyoto | Riccardo Deni

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