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Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliUna vasta rete commerciale collegava con ogni probabilità gli antichi abitanti delle giungle e delle coste del Sud-est asiatico, come si desume dall’analisi di oltre 200 monete d’argento risalenti a 2mila anni fa. È la conclusione a cui è giunto un gruppo di ricercatori dell’Università Nazionale di Singapore, autori di uno studio pubblicato dalla rivista specializzata «Antiquity», in cui si rilevano alcune caratteristiche comuni nel peso e nella metallurgia delle monete.
A conferma di ciò, già nel II secolo d.C. le cronache cinesi riportano l’importanza delle politiche del Sud-est asiatico nelle reti commerciali che si estendevano dal Vicino Oriente alla Cina. Anche le prove archeologiche confermano questa circostanza, con scavi che nella zona in questione hanno portato alla luce beni commerciali come oggetti in vetro romani, gioielli indiani e ceramiche persiane, dell’Asia meridionale e cinesi.
Di per sé le monete non sono una novità. Ufficialmente denominate «Sole che sorge/Srivatsa», dal motivo raffigurato sul loro rovescio, ovvero un sole nascente e lo Srivatsa (un antico simbolo geometrico considerato di buon auspicio), due immagini significative nella tradizione religiosa indiana, le monete erano state rinvenute in un’area che si estende per centinaia di chilometri, dal delta del fiume Bangladesh alle pianure del Vietnam. Documenti cinesi risalenti al II secolo a.C. menzionano anche una rotta commerciale che collegava gruppi politicamente omogenei in Persia e oltre, attraverso il Sud-est asiatico. Questo studio, comunque, è il primo tentativo completo di studiarle al di là dei confini nazionali e come gruppo.
«Questo offre una prova convincente di un’ampia circolazione a lunga distanza», ha dichiarato Andrew Harris, uno degli autori dello studio, al sito specialistico «Science News Today». «Ci fa pensare al Sud-est asiatico non come a un insieme di regni isolati gli uni dagli altri, ma come a una regione dinamica e interconnessa».
A sentire Harris, l’ubiquità delle monete d’argento suggerisce una storia finora sconosciuta di rapporti politici ed economici che trascendevano i confini geografici. Le monete trovate in Bangladesh e Vietnam, ad esempio, sembrano essere state prodotte dalla stessa matrice, segno che le pratiche di conio erano condivise tra le culture e che, ad un certo punto, questi due gruppi commerciavano direttamente tra loro. Le monete avevano un peso maggiore nel mondo antico.
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