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Anna Maria Farinato
Leggi i suoi articoliDigradanti sul fianco di una collina, a picco sul mare o affacciati su un specchio d’acqua lacustre; strappati ad aspri terreni rocciosi, celati in remoti angoli di campagna o salvati dalla speculazione edilizia urbana; popolati di fontane, ruderi, gazebo, padiglioni, statue o (ma una cosa non esclude l’altra) dimora di rare specie arboree e floreali: parchi e giardini sono piccoli paradisi forgiati anche dalla mano dell’uomo, in cui la bellezza è frutto di pazienza e dedizione. Raccontano i territori in cui viviamo, rivelano varietà, diversità e vitalità di un patrimonio in perenne evoluzione, un saper fare che resiste nel tempo.
Nata ventitré anni fa in Francia, l’iniziativa «Rendez-vous aux jardins» invita a varcare i recinti di questi universi verdi, storici, contemporanei, pubblici, privati. Luoghi in cui contemplare il mutare delle stagioni, rasserenare sguardo e mente o socializzare. Dal 2018 l’appuntamento è diventato europeo e quest’anno interessa oltre 2.800 tra giardini e parchi in ventitré Paesi, da Andorra alla Lituania alla Svizzera.
In Italia l’«Appuntamento in giardino», dal 5 al 7 giugno, è il più ricco di sempre e coinvolge 300 giardini in tutte e venti le regioni, con oltre 420 eventi organizzati, tra visite guidate, letture, conferenze, laboratori, concerti. Una festa del, e in, giardino nata per sensibilizzare il pubblico su un patrimonio culturale vivo, raccontandone la fragilità, la rilevanza culturale e ambientale nonché l’importanza per il benessere dei singoli e della comunità. Per tre giorni si ha la possibilità di conoscere giardini di norma poco visitabili e di fruire in modo nuovo di quelli regolarmente aperti, grazie al coinvolgimento di giardinieri, botanici, paesaggisti, proprietari privati e gestori pubblici, fondazioni e realtà associative.
Promosso da Apgi-Associazione Parchi e Giardini d'Italia in collaborazione con Ales S.p.A., «Appuntamento in giardino» offre dunque a una vasta platea la possibilità di (ri)scoprire la ricchezza storica, artistica, botanica e paesaggistica dei giardini e parchi italiani, dai luoghi storici emblematici ai piccoli giardini amatoriali, dagli orti botanici ad ambiti più contemporanei. Incentrata sul tema delle «Vista», l'edizione attuale invita anche a moltiplicare gli sguardi sul giardino e a decifrarne la complessità, trascendendo il visibile.
L'iniziativa ha il patrocinio del Ministero della Cultura, del Ministero del Turismo, della Commissione europea, di Anci-Associazione Nazionale Comuni Italiani e del Comitato Nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi, ricorrenza, quest’ultima, che in alcuni giardini sarà ricordata da alcuni giovani poeti con la lettura di pagine del Cantico delle creature, insieme a versi propri, a testimoniare una relazione fraterna con la natura e con il paesaggio. Come ha osservato il poeta Davide Rondoni, presidente del Comitato, nella tradizione francescana il creato non è semplice sfondo contemplativo e «quella visione continua ancora oggi a interrogare il nostro modo di stare dentro il mondo».
Il Ministero della Cultura è presente con alcuni dei suoi siti più rilevanti, come i Giardini Medicei di Boboli e la Villa di Cerreto Guidi (Toscana), il Real Bosco di Capodimonte (Campania), il Castello di Agliè (Piemonte) e Villa Pisani a Stra (Veneto). Veneto. Saranno oltre cinquanta le dimore storiche private dell’Adsi (Associazione Dimore storiche italiane) che apriranno i propri giardini: tra questi, il Palazzo La Marmora e la Tenuta Berroni in Piemonte, Villa da Schio e il Castello di Roncade in Veneto, Villa Togni Averoldi in Lombardia, La Cervara in Liguria, Villa Le Corti in Toscana, Villa Negri Arnoldi in Umbria, Villa Bell’Aspetto nel Lazio, il Castello di Depressa in Puglia, Villa Tasca a Palermo. Da segnalare, poi, la partecipazione di giardini lucchesi, in collaborazione con l’Associazione delle Ville e dei Palazzi Lucchesi, socio Apgi, che quest’anno festeggia il proprio quarantennale: tra questi il Palazzo Pfanner, Villa Mansi, Villa Forci, la Tenuta Maria Teresa.
Il Fai-Fondo Ambiente Italiano, che insieme all’Adsi e ad altre istituzioni è socio fondatore Apgi, partecipa con quattordici siti, tra cui il Giardino della Kolymbethra ad Agrigento, Villa della Porta Bozzolo in Lombardia e Villa Rezzola in Liguria, il cui giardino è stato appena restaurato con un finanziamento Pnrr. Sono peraltro una settantina i giardini che hanno beneficiato di finanziamento NextGenerationEU (Intervento 2.3 del Pnrr, «Programmi per valorizzare l’identità dei luoghi: parchi e giardini storici») e che con l’occasione presentano al pubblico gli interventi di restauro realizzati.
Forte anche la partecipazione dei Comuni, sempre più consapevoli che i parchi e i giardini possono essere anche luogo di apprendimento e socialità, nonché un importante fattore attrattivo: da Lavis, in Trentino, dove si trova l’inedito e spettacolare Giardino dei Ciucioi a Potenza, la cui Villa del Prefetto, restaurata anche in questo caso con fondi del Pnrr, ha restituito alla cittadinanza un’area verde storica. Un aspetto da sottolineare è anche il ruolo attivo dei cittadini nella cura del patrimonio collettivo: è il caso del Giardino Cairoli di Roma, gestito dai volontari dell’Associazione Huffer. Interessante, infine, la partecipazione di reti territoriali, come quella piemontese dei «Giardini delle Essenze», che coinvolgerà numerosi giardini nelle province di Cuneo e di Asti, territorio che da sempre si contraddistingue per produzioni di erbe.
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