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Redazione
Leggi i suoi articoliA pochi mesi dalla sua esposizione a Palazzo Barberini, nella mostra «Caravaggio 2025», entrerà stabilmente nelle collezioni delle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma, dirette da Thomas Clement Salomon, il «Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini» di Caravaggio il cui atto d’acquisto, per 30 milioni di euro, è stato firmato oggi presso il Ministero della Cultura dopo una lunga trattativa con i proprietari.
Il dipinto ritrae il futuro papa Urbano VIII (1568-1644) intorno ai trent’anni, nella veste di chierico della Camera Apostolica, in un momento cruciale della sua ascesa al potere. Resa nota da Roberto Longhi in «Il vero “Maffeo Barberini” del Caravaggio» su «Paragone» nel 1963, l’opera è stata da allora ampiamente riconosciuta dalla critica come opera del Merisi. Longhi stesso vi riconobbe uno dei momenti fondativi della ritrattistica moderna, sottolineando come in esso Caravaggio inaugurasse una nuova intensità psicologica e una capacità di rappresentare la presenza viva del personaggio senza ricorrere a elementi retorici.
Nel ristretto corpus delle opere attribuite con certezza al maestro lombardo, circa sessantacinque dipinti in tutto il mondo, i ritratti rappresentano una tipologia estremamente rara: ne sono noti e certi soltanto tre. Il «Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini» è pertanto una testimonianza eccezionale della ritrattistica di Caravaggio e un tassello fondamentale per comprendere l’evoluzione del suo linguaggio pittorico tra fine Cinquecento e i primi del Seicento.
A Palazzo Barberini, cui il dipinto è destinato, sarà accostato agli altri dipinti del Merisi, in particolare a «Giuditta che decapita Oloferne» anch’essa frutto di un acquisto dello Stato italiano avvenuto nel 1971, e alla collezione di caravaggeschi.
Il ritratto di Caravaggio rappresenta uno degli investimenti più rilevanti sostenuti dallo Stato italiano per un’opera d’arte dopo quello, recentissimo, dell’«Ecce Homo» di Antonello da Messina, comprato per 12,5 milioni di euro e destinato, pare, al Museo di Capodimonte. Come ha sottolineato il ministro Alessandro Giuli, l’acquisizione «si inserisce in un più ampio progetto di rafforzamento del patrimonio culturale nazionale che il Ministero della Cultura continuerà a portare avanti nei prossimi mesi, con l’obiettivo di rendere accessibili a studiosi e appassionati alcuni capolavori della storia dell’arte altrimenti destinati al mercato privato».
Michelangelo Merisi da Caravaggio, «Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini»
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