Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Redazione
Leggi i suoi articoliL'eredità artistica e intellettuale di Irving Petlin trova una nuova e stabile dimora in Europa. La Galleria Ditesheim & Maffei ha infatti annunciato di aver assunto la rappresentanza dell'Estate del pittore americano, consolidando un legame storico che si esprime oggi in una grande mostra monografica a Neuchâtel, città nella Svizzera francese. Dopo le tappe del 2012 e del 2016, questa terza esposizione si presenta come un appuntamento cruciale per approfondire una delle voci più originali del secondo Novecento: il percorso raccoglie una selezione di dipinti, disegni e soprattutto pastelli realizzati tra il 1983 e il 2016, esponendo al pubblico opere emblematiche che in molti casi erano rimaste finora del tutto inedite.
Nato a Chicago nel 1934, Petlin si formò inizialmente all'Art Institute della sua città natale, per poi proseguire gli studi alla Yale University sotto la guida di Josef Albers. Nonostante la formazione accademica legata al modernismo astratto, l'artista sviluppò presto un linguaggio figurativo fortemente personale e simbolico, influenzato dall'opera di Edvard Munch, Vincent van Gogh e Odilon Redon. Alla fine degli anni Cinquanta si trasferì a Parigi, inserendosi rapidamente nel contesto artistico europeo grazie alle mostre alla Galerie du Dragon e al dialogo con figure di rilievo come Alberto Giacometti, Jean Hélion, Balthus, Max Ernst e Roberto Matta. Nel 1962 consolidò la sua presenza in Europa partecipando alla collettiva Nouvelles Figuration II presso la Galerie Mathias Fels.
La caratteristica principale del lavoro di Petlin risiede nella scelta di non rappresentare mai la violenza o gli eventi storici in modo diretto o didascalico. L'artista adotta invece un linguaggio visivo allusivo e meditativo, che invita l'osservatore alla riflessione sulla memoria, sulla fragilità della condizione umana e sulla ricerca di una riconciliazione. Un'attitudine etica e formale che è strettamente connessa a un costante dialogo con la musica e la letteratura. Molte delle sue opere sono infatti espliciti omaggi a pensatori e scrittori che hanno indagato i drammi del Novecento, tra cui Primo Levi, Paul Celan, Bruno Schulz, Edmond Jabès, W.G. Sebald e Simone Weil, oltre alla struttura compositiva di Johann Sebastian Bach.
Un ruolo centrale nella sua produzione è affidato al pastello, tecnica che Petlin ha approfondito in particolare dopo aver ricevuto il prestigioso Guggenheim Fellowship nel 1970. La sua maestria in questo mezzo è stata celebrata anche di recente, nel 2017, all'interno della mostra collettiva sul pastello organizzata dal Petit Palais di Parigi. Rappresentato nel corso della sua carriera da importanti gallerie internazionali come Marlborough e Kent a New York, e in seguito da Jan Krugier, l'artista è scomparso nel 2018 a Martha’s Vineyard. Questa retrospettiva non solo celebra la sua tecnica, ma riassume il valore di un corpus di opere interamente dedicato a interpretare le fratture della storia attraverso il filtro della cultura europea e internazionale.
Altri articoli dell'autore
«Si tratterebbe di un atto di terrorismo di Stato», ha dichiarato il primo ministro polacco Donald Tusk a proposito dell’uccisione dell’artista russo avvenuta in pieno giorno il 15 giugno
Ideato e promosso dalla Fondazione Arte Crt, l’ente «art oriented» della Fondazione Crt, il progetto è rivolto a tutte le scuole della Regione Piemonte, e, per il primo anno, anche della Regione Autonoma della Valle d’Aosta
La seconda edizione del Concorso Letterario FIMA dedicato al mondo dell’antiquariato
Dopo il Picasso da 35 milioni di dollari al debutto, nel secondo giorno di preview è nuovamente la mega galleria Hauser & Wirth a siglare l'affare migliore



