Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Veduta della chiesa di San Michele Arcangelo a Torre de' Busi

Foto: Fai-Fondo Ambiente Italiano

Image

Veduta della chiesa di San Michele Arcangelo a Torre de' Busi

Foto: Fai-Fondo Ambiente Italiano

Il Giudizio Universale di Torre de’ Busi

È stato presentato il restauro della chiesa di San Michele Arcangelo, «luogo del cuore» votato da oltre 10mila persone, finanziato con fondi Fai e Intesa Sanpaolo

Gaspare Melchiorri

Leggi i suoi articoli

A Torre de’ Busi (Bg) il 25 maggio è stato presentato il restauro, appena concluso, dei dipinti murali custoditi nella torre campanaria della chiesa di San Michele Arcangelo (edificio del XII secolo poi ampliato e modificato nel corso dei secoli fino a raggiungere un aspetto tardobarocco), che versavano in pessimo stato e rischiavano di andare perduti per sempre. La presentazione ha visto la partecipazione, tra gli altri, della storica dell’arte Cecilia Primo, delle restauratrici Annalisa Bonfanti ed Elisa Anna Figus, autrici del restauro, e di Federica Armiraglio, responsabile nazionale Fai «I Luoghi del Cuore».

I lavori sulle pitture murali sono stati realizzati in buona parte grazie al contributo di 21.400 euro messi a disposizione da Fai-Fondo per l’Ambiente Italiano e Intesa Sanpaolo nell’ambito del programma «I Luoghi del Cuore»: durante l’edizione del 2022, infatti, 10.226 persone hanno votato a favore del complesso di San Michele, risultato che ha consentito alla Parrocchia dei Santi Michele Arcangelo e Giovanni Battista in Torre de’ Busi di partecipare al bando che il Fai lancia al termine di ogni censimento e di candidare il progetto.

I lavori sono stati sostenuti anche da cittadini appassionati della storia e dell’arte del paese in cui vivono che, in forma privata, hanno raccolto e stanziato i fondi per cofinanziare e completare il restauro. Ancora, numerosi volontari hanno prestato il loro aiuto in diversi modi: chi curando la pulizia del sito, chi aiutando le restauratrici a preparare l’ambiente di lavoro, chi occupandosi di piccole manutenzioni.

Le diverse fasi dell’intervento hanno scoperto, salvandole da un oblio che pareva inesorabile, oltre alle figure dei Vizi capitali, già in parte visibili prima dei lavori, anche quelle di Dannati e di Demoni. Ci si è trovati, così, davanti alla rappresentazione delle pene dell’Inferno e ciò fa pensare che l’opera scoperta sia parte di un Giudizio universale che occupava tutta la fascia bassa della controfacciata dell’attuale chiesa. L’intervento è stato effettuato da Annalisa Bonfanti ed Elisa Anna Figus, alle quali si è affiancata la storica dell’arte Cecilia Primo, specializzata in storia dell’arte medievale alpina, che ha provveduto alla lettura iconografica dei soggetti e all’identificazione dei cartigli presenti sulle pitture.

La Chiesa di San Michele e il complesso in cui è inserita sono luoghi preziosi per l’identità, il passato e la fede della comunità di Torre de’ Busi, ma dal 1964 non rivestono più la loro storica funzione e non sono più aperti per le celebrazioni liturgiche. In questo contesto si inserisce il sodalizio, nato nel 2022, con la Delegazione Fai di Bergamo, che ha risposto con entusiasmo all’sos lanciato a favore del bene, stimolando la nascita del Comitato per la valorizzazione del complesso storico del San Michele, che si è attivato per la raccolta voti al censimento «I Luoghi del Cuore» e per organizzare aperture mensili straordinarie della Chiesa di San Michele e dell’Oratorio di Santo Stefano. Grazie ai volontari e alla partecipazione della Scuola primaria e della Scuola secondaria di primo grado di Torre de’ Busi, nonché di altre scuole del territorio, sono stati raccolti gli oltre 10mila voti che hanno permesso alla Parrocchia di presentare il progetto per la conservazione e il restauro delle pitture murali all’interno della torre campanaria.

Gaspare Melchiorri, 27 maggio 2025 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Partiti i lavori di restauro della sede dell’Ambasciata del Brasile in Italia

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Singapore ha esaminato 200 monete d’argento di quell’epoca, in zone molto distanti tra loro (tra Bangladesh e Vietnam, per esempio), con caratteristiche comuni e tecniche di conio simili

Il ritrovamento, effettuato anche grazie a modelli computerizzati e alla tecnologia lidar, dimostra che a nord dell’Impero la presenza dei contingenti militari oltreconfine era una prassi regolare

È lo Château de la Cosse, costruito nel 1763 dall’architetto Joseph Brousseau, che ora ospitava in genere matrimoni, battesimi, compleanni, veglie di Natale o Capodanno

Il Giudizio Universale di Torre de’ Busi | Gaspare Melchiorri

Il Giudizio Universale di Torre de’ Busi | Gaspare Melchiorri