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Leggi i suoi articoliLa Milano Design Week 2026 si estende fino al cortile della casa editrice ERG Media, che per l'occasione si trasforma in un palcoscenico dove il quotidiano scivola dolcemente nel surreale. Protagonista assoluto di questa metamorfosi è il Chioschetto di Acqua di Parma, un’architettura nomade che, dopo aver fatto tappa a New York, sceglie Milano come destinazione fondamentale di un World Tour che proseguirà poi verso Oriente. Non si tratta di un semplice spazio espositivo, ma di un’installazione multisensoriale progettata da Dorothée Meilichzon, capace di tradurre l’intangibilità di un profumo nella concretezza di un’esperienza estetica totale.
A dominare la scena, amplificando l’aura magica del luogo, sono le grandi strutture surrealiste di Matteo Cibic. L’artista e designer italiano, la cui visione ha plasmato l’intera identità visiva del progetto, ha disseminato intorno al Chioschetto una serie di sculture oversize che sembrano sfidare le leggi della percezione. Queste presenze plastiche, disposte nello spazio pubblico come totem di una modernità giocosa, fungono da cassa di risonanza per l’immaginario della nuova linea di fragranze «Buongiorno La Collezione». Cibic trasforma il sole e la luce in forme tangibili, utilizzando un linguaggio che oscilla tra l’ironia e il sogno poetico, catturando l’essenza di quell'arte di vivere italiana che la maison celebra da oltre un secolo.
L’installazione dialoga costantemente con il concetto di «skin scent», l’anima della nuova collezione di profume che privilegia la sensazione intima rispetto alla proiezione ostentata. Questo approccio si riflette in ogni dettaglio del design, dai pannelli rotanti che rivelano tesori editoriali e olfattivi, fino alle sedute in metallo che citano le silhouette delle boutique storiche. Al centro di questo microcosmo, il volume «Buongiorno - The Art of Living Under the Italian Sun» e il piatto in porcellana decorato da Cibic con minuziosi effetti trompe l’œil diventano oggetti di culto, ponti tra la narrazione fotografica e la plasticità della materia.
Tra workshop olfattivi e il rituale del caffè servito da baristi professionisti, l’installazione di Acqua di Parma e le sculture di Cibic riescono in un’impresa complessa: trasformare la Milano del design in una piazza metafisica, dove il tempo si dilata e il gesto abituale - come spruzzarsi un profumo o sfogliare un libro - assume il valore di un’opera d’arte.
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