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Installation view «Sabrina Casadei. Giro di vento», Francesca Antonini Arte Contemporanea.

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Installation view «Sabrina Casadei. Giro di vento», Francesca Antonini Arte Contemporanea.

I sublimi «giri di vento» di Sabrina Casadei sognano Roma

Fino al 21 marzo la terza personale dell’artista romana da Francesca Antonini Arte Contemporanea esplora il dialogo tra corpo, materia e percezione

Merleau‑Ponty scriveva che luce, colore e profondità esistono solo perché il corpo le accoglie, le rende percepibili. In Sabrina Casadei questa osservazione si traduce in pittura concreta: non si tratta di rappresentare, ma di creare una relazione sensibile tra materia, artista e spettatore. Le superfici delle sue opere sono stratificate, porose, irregolari: riflettono, assorbono e si piegano alle leggi proprie dei materiali, diventando una «seconda pelle» che dialoga con il corpo e la percezione di chi guarda.

Francesca Antonini presenta «Giro di vento», la terza personale di Casadei, a cura di Marina Dacci. La mostra porta lo spettatore all’interno di un laboratorio di esperienza pittorica: il corpo dell’artista, invisibile sulla tela o sulla carta, è generativo. È la calamita che attira ciò che «dobbiamo sentire», guidandoci attraverso energie in movimento e disvelamenti continui. Il gesto di Casadei non è mai definitivo: la materia reagisce, scivola, stratifica, creando cristallizzazioni, trasparenze e tensioni temporanee.

Il lavoro con pigmenti, cera, tessuti e materiali diversi alterna campiture orizzontali a interventi verticali, combinando stratificazione e sottrazione. I taccuini e le piccole tessiture registrano visioni, mappe di cieli, correnti e fiori. Il tessuto, in particolare, richiama una dimensione corporea e meditativa, perchè cucire diventa un gesto che connette mente e corpo, memoria del fare e traccia della presenza fisica – oltre che eco di pratiche tradizionalmente femminili.

Nella pratica di Casadei emergono risonanze con Hilma af Klint per l’attenzione alla spiritualità e alla dimensione immateriale del colore. Ma mentre Klint costruiva sistemi simbolici e geometrie rigorose, Casadei resta ancorata alla materia e al gesto immediato, al dialogo diretto con la superficie. La spiritualità diventa esperienza vissuta e percepita, non codice da decifrare. Con Magdalena Abakanowicz il confronto riguarda il corpo e la materia: entrambe lavorano sulla presenza corporea, ma mentre Abakanowicz occupa lo spazio con sculture monumentali, Casadei lascia che pittura e tessuto restino aperti, sospesi tra superficie e profondità, in dialogo costante con la «volontà della materia». Il corpo qui è memoria e energia, non forma imposta.

 

Installation view Sabrina Casadei «Giro di Vento». Credits Filippo de Majo

Installation view Sabrina Casadei «Giro di Vento». Credits Filippo de Majo

Redazione, 04 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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