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I sette Picasso di Marina valgono 240 milioni

Luana De Micco

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La nipote di Pablo Picasso, Marina Picasso, ha messo in vendita privatamente una parte importante dell’eredità del famoso nonno, per un valore totale stimato intorno ai 240 milioni di euro. Secondo un articolo pubblicato sul «New York Post» il 4 gennaio, la nipote del maestro di Málaga e della ballerina ucraina Olga Koklova, prima moglie del pittore, ha deciso di separarsi da sette opere che il nonno dipinse tra il 1905 e il 1965, tra cui alcune molto celebri, come «Donna con mandolino (o Mademoiselle Leonie seduta)» del 1911 (valore stimato intorno ai 50-60 milioni di euro), «Maternità» del 1905 (45 milioni) e «Ritratto di donna (Olga)» del 1923 (60 milioni). Marina intende vendere direttamente questi quadri, incontrando personalmente gli acquirenti a Ginevra. È in vendita anche La Californie, la villa costruita nel 1920 a Cannes, con vista sull’omonima baia, iscritta nell’inventario del patrimonio culturale della regione Provenza-Costa Azzurra, dove Pablo Picasso visse tra il 1955 e il 1961 insieme alla seconda moglie Jacqueline Roque. Già nel 2013 l’erede di Picasso, ora 65enne, che possiede più di 11mila opere dell’artista, tra cui circa 400 tele, aveva messo all’asta da Sotheby’s due pezzi: un ritratto di Dora Maar, «Donna seduta in abito grigio» (1943), e «Tavolozza e testa di Minotauro» (1938). I due quadri erano stati aggiudicati in pochi minuti e la vendita aveva fruttato 5,2 milioni di euro, che le erano serviti a finanziare alcune opere di beneficenza tramite la sua fondazione, creata nel 1990, in favore dei bambini abbandonati del Vietnam. È però la prima volta che Marina Picasso si priva di tanti beni tutti insieme. Già due anni fa aveva confidato alla stampa che la separazione non le pesava più di tanto: «Sono sempre stata a disagio con i quadri del nonno», aveva detto. Si sa che per diverso tempo Marina Picasso ha appeso i quadri del nonno alle pareti della Californie, dove vive, girati verso il muro. In un libro di memorie, intitolato Grand père, pubblicato nel 2001, ha spiegato il perché di tanto risentimento nei confronti del padre del Cubismo: «Ha portato tutti quelli che gli vivevano accanto alla disperazione», scriveva. Nel libro racconta che sua nonna Olga fu abbandonata dal pittore dopo aver messo al mondo un bambino. Racconta anche che il nonno non fece mai nulla per aiutare la sua famiglia quando era piccola. Suo padre, Paulo, che Picasso dipinse vestito da Arlecchino, era diventato alcolizzato e morì a soli 54 anni. E suo fratello Pablito si suicidò dopo che la seconda moglie di Picasso, Jacqueline, gli impedì di vedere il nonno al momento della sua morte.

Luana De Micco, 17 febbraio 2015 | © Riproduzione riservata

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