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Redazione
Leggi i suoi articoliIl collezionista Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona aveva prestato la scultura di Umberto Boccioni, poi ritirata dopo 18 giorni dalla mostra «Il Tempo del Futurismo» in corso alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma (Gnamc). Ne aveva spiegato le ragioni con una lettera a «Il Giornale dell’Arte»: «Non potevo accettare una didascalia antiscientifica, antistorica e antidocumentale». Nella stessa lettera aveva anche spiegato l'assenza al momento dell’inaugurazione di un’altra scultura di Boccioni, l’«Antigrazioso», dovuta secondo quanto da lui dichiarato a «danneggiamenti». Alle parole di Bilotti risponde la Gnamc con una lettera che pubblichiamo integralmente.
«La Direzione comunica che sono del tutto infondate le affermazioni diffuse, anche a mezzo stampa, dal Signor Roberto Bilotti circa la presunta carenza delle condizioni di sicurezza nella Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea. La Galleria dispone infatti di un sistema di presidi e di controlli tale da garantire la corretta conservazione di tutte le opere d'arte. La controversia con il Signor Roberto Bilotti è insorta a seguito del rifiuto da parte del Comitato organizzatore della mostra "Il Tempo del Futurismo" di modificare la didascalia dell'opera di sua proprietà. Tale opera è un bronzo fuso nel 2011 che fa riferimento alla scultura originale in gesso dal titolo “Forme uniche della continuità nello spazio”, realizzata da Umberto Boccioni nel 1913. La didascalia in questione, preventivamente accettata dal Signor Bilotti, corrisponde alla scheda di prestito e alla bolla di consegna sottoscritte davanti a testimoni dallo stesso Bilotti, protocollate e agli atti, che poi sono state dallo stesso Bilotti, inspiegabilmente, contestate. A tale proposito, la Galleria chiarisce che l'opera concessa in prestito dal Signor Roberto Bilotti è un bronzo molto recente, datato 2011, e come tale non storico. Tale opera è stata accolta nella mostra esclusivamente con finalità didattiche, avendo lo stesso Bilotti preso l'impegno di concedere ai visitatori non vedenti la possibilità di fruirne come oggetto tattile, rinunciando contestualmente a ogni copertura assicurativa, come risulta negli atti protocollati e sottoscritti. In ragione del disaccordo sulla suddetta didascalia, venute meno le finalità didattiche dell'esposizione, la Galleria ha proposto allo stesso Bilotti di ritirare il bronzo e lo stesso lo ha ritirato dalla mostra per tale motivazione e non - come da lui affermato - per mancanza delle condizioni di sicurezza nei luoghi museali. La Galleria precisa infine che, in quanto riproduzione molto recente, l'opera di Bilotti non era stata collocata in una delle sale espositive con le circa trecentocinquanta opere d'arte storiche della mostra, bensì in un ambiente dedicato esclusivamente alla didattica con le installazioni
multimediali. Alla luce di quanto sopra precisato, la Galleria ribadisce e garantisce che tutte le opere in mostra, al pari di quelle della collezione permanente, sono conservate in sicurezza e in condizioni ottimali, secondo gli standard museali internazionali».
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