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Fondazione Elpis, Lavanderia

Foto Nicolò Panzeri

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Fondazione Elpis, Lavanderia

Foto Nicolò Panzeri

Fondazione Elpis si rinnova: nuovi spazi e programmazione ampliata nel 2026

A sei anni dalla sua fondazione, la realtà milanese apre una nuova fase del proprio percorso, segnando un momento di trasformazione che coinvolge struttura, metodo e visione

Nata nel 2020 su iniziativa di Marina Nissim, imprenditrice e collezionista, la Fondazione si è progressivamente affermata come uno dei soggetti più attenti alla produzione artistica contemporanea e alle nuove generazioni, costruendo un modello operativo fondato sulla relazione tra artisti, contesti e tempi di lavoro distesi. La programmazione 2026 fotografa questo passaggio e lo traduce in una riorganizzazione concreta degli spazi e delle attività, che ridefinisce il perimetro d’azione della Fondazione a Milano e sul territorio nazionale.

Il cambiamento più evidente riguarda l’attivazione di nuovi luoghi, che affiancano la Lavanderia, sede espositiva già operativa. Accanto a essa diventano pienamente funzionanti la Villa e Atelier Elpis, segnando un ampliamento sostanziale della struttura. La Villa, che ospita anche gli uffici, è concepita come spazio pubblico fruibile e accoglie laboratori, performance, incontri e mostre legate alle residenze.. Atelier Elpis, attivo dalla primavera 2025, è invece dedicato alle residenze d’artista e configura un tempo di permanenza e di ricerca che si sviluppa in dialogo con il contesto urbano milanese e le sue stratificazioni sociali e culturali.

In questo assetto rinnovato, Milano viene assunta come territorio di indagine, in continuità con le pratiche sperimentate nei contesti periferici e nei piccoli centri attraverso «Una Boccata d’Arte», progetto nazionale diffuso nato nel 2020. Giunto nel 2026 alla settima edizione, in programma dal 20 giugno al 4 ottobre, il progetto coinvolge venti artisti e artiste nella realizzazione di interventi site-specific in venti borghi italiani, uno per ogni regione, e rimane uno degli assi portanti dell’identità della Fondazione.

La programmazione 2026 si struttura, nel dettaglio. come un sistema unitario che tiene insieme ricerca, produzione, formazione e restituzione pubblica, distribuendo le attività nei sedi e nelle occasioni sopracitate. I Laboratori d’Artista, per esempio, prendono avvio negli spazi della Villa nel febbraio 2026 e si articolano in tre cicli curati da collaboratori storici di Fondazione Elpis: Irene Angenica e i collettivi Threes Productions e Murmur. Rivolti a studenti universitari e delle accademie, professionisti delle arti visive e appassionati, i laboratori prevedono modalità di partecipazione differenziate, anche attraverso collaborazioni con enti formativi e open call.

Fondazione Elpis, Villa. Foto Agnese Bedini-DSL Studio

Fondazione Elpis, Atelier Elpis. Foto Omar Sartor, Studio Giacomo Moor

Il primo ciclo, «Ensemble», a cura di Irene Angenica, mette in dialogo pratiche multidisciplinari che spaziano dalla performance alla scrittura e all’installazione, e si articola in quattro laboratori condotti da artisti già coinvolti nelle edizioni precedenti di «Una Boccata d’Arte». L’apertura è affidata a «Fail again, fail better», laboratorio di Agnese Fieno Spolverini e Vaste Programme in programma il 19 e 20 febbraio 2026. Tra aprile e ottobre 2026 si sviluppa «Matter of Sound», ciclo a cura di Threes Productions dedicato alla relazione tra suono e materia, che invita a esplorare i materiali come dispositivi sonori attraverso due appuntamenti tra pratiche artistiche, artigianali e performative. Nello stesso arco temporale, da marzo a ottobre 2026, prende forma «Murmur Poetry Workshop», ciclo di quattro incontri a cura del collettivo Murmur, dedicato alla poesia come forma espansa tra scrittura, voce e performance.

Il programma di residenze si svolge negli spazi di Atelier Elpis ed è concepito come tempo di ricerca e di permanenza. Nel 2026 è articolato in due cicli di due mesi ciascuno. Il primo, in programma dal 2 marzo al 1 maggio 2026, coinvolge Caterina Morigi e Gabriele Ermini, entrambi già partecipanti di «Una Boccata d’Arte». Il periodo di lavoro si conclude con una mostra bipersonale di restituzione negli spazi della Villa, aperta dalla seconda metà di maggio fino al 14 giugno 2026, incentrata sui temi dell’archeologia, della memoria e della persistenza dell’antico nel contemporaneo. Il secondo ciclo di residenze è previsto tra settembre e ottobre 2026.

Sempre alla Villa, dal 20 al 22 marzo 2026, si svolge «OROBORI», programma itinerante di residenze artistiche a cura di In-ruins dedicato all’incontro tra arte contemporanea e archeologia, articolato in tre giornate di performance, talk e laboratori. La Lavanderia ospita invece «Smooth Operator», progetto monografico site-specific di Villiam Miklos Andersen a cura di Gabriele Tosi. Dopo l’anteprima stampa del 23 febbraio 2026, la mostra è aperta al pubblico dal 26 febbraio al 14 giugno 2026 ed è accompagnata da un public program e da una pubblicazione. Al centro dell’esposizione, oggetti legati alla dimensione del comfort e della regolazione del comportamento - distributori d’acqua, lampade a infrarossi, arredi modulari provenienti da spazi di lavoro e interni semi-pubblici - trattati come frammenti scultorei di un sistema che promette cura attraverso il controllo.

Redazione, 10 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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