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Jenny Dogliani
Leggi i suoi articoliPotenza, velocità e un infallibile senso del goal. Con i suoi 1,95 metri di altezza per circa 90 kg di peso, una capacità di accelerazione e una forza esplosiva fuori dal comune, Erling Haaland ha siglato l’incredibile doppietta che per la prima volta nella storia ha portato la Norvegia ai quarti di finale della Coppa del Mondo. Ma non è l’unico primato del calciatore classe 2000 attaccante del Manchester City, icona virale del vichingo moderno. Lo scorso dicembre Erling insieme al padre Alf-Inge ha comprato all’asta una rarissima edizione del 1594 delle Kongesagaer (Heimskringla, le Saghe dei Re) di Snorri Sturluson, tradotta da Mattis Størssøn, l’unico esemplare completo in mani private prima dell’acquisto. Aggiudicato per 1,3 milioni di corone norvegesi, circa 133-134 mila dollari in un incanto tenuto dalla casa d’aste SD | Auctions - Sagen & Delås, è il record assoluto per un libro venduto in Norvegia. Il nome del compratore è stato reso pubblico dal Comune di Time il 24 marzo scorso. L’acquisto, inizialmente anonimo, è stato fatto dagli Haaland con l’intenzione di donare la rarissima edizione alla Biblioteca pubblica di Bryne, la cittadina del Jæren dove l’attaccante è cresciuto. Il volume acquistato da Haaland è una pietra miliare della cultura norvegese.
È la prima edizione a stampa, in lingua danese-norvegese, delle cronache dei sovrani medievali raccolte nel XIII secolo dall’islandese Snorri Sturluson, autore che ha contribuito in maniera decisiva alla costruzione dell’immaginario nordico e della memoria storica dei popoli scandinavi. L’edizione del 1594 fu stampata a Copenaghen, poiché all’epoca in Norvegia non esistevano ancora tipografie. Il testo si basava sulla traduzione e rielaborazione di Mattis Størssøn, giurista, studioso e uomo d’armi vissuto tra il 1500 e il 1569, tra i primi a tradurre le antiche saghe dal norreno al danese-norvegese moderno, rendendole nuovamente accessibili ai lettori del suo tempo. La sua opera, pubblicata oltre vent’anni dopo la morte, è considerata la prima storia a stampa delle origini della Norvegia. Le Kongesagaer raccontano di re, regine, guerrieri e contadini della Scandinavia medievale e comprendono, oltre alle saghe dei sovrani norvegesi, anche le storie di Sverre e di Håkon Håkonsson. Per secoli hanno contribuito a definire il racconto delle radici nazionali e dell’identità vichinga del Paese. Haaland ha posto una sola condizione alla donazione: che il libro rimanesse esposto e accessibile al pubblico. «Voglio che resti aperto, perché le persone possano leggere di chi veniva da dove vengo io, da Bryne e dal Jæren», ha dichiarato il calciatore, cui si deve anche la Fondazione filantropica EH9 (sigla che unisce le iniziali del calciatore e il numero 9) attiva in ambito di promozione della lettura e dell’educazione e con iniziative di carattere culturale e sociale legate alle radici di Haaland e al territorio di Bryne e del Jæren e con progetti per i giovani e le comunità locali. Insieme alla fondazione e al Comune di Bryne, il campione ha sostenuto anche una gara di lettura destinata agli studenti della zona: le classi vincitrici sono state invitate a una partita della nazionale norvegese. «Le radici sono importanti», ha aggiunto il padre Alf-Inge Haaland. E nelle stesse radici affonda la rituale remata vichinga rito della nazionale norvegese: i giocatori e i tifosi si accovacciano in fila, come seduti a bordo di un drakkar, la tipica nave lunga dei vichinghi, muovendo contemporaneamente le braccia avanti e indietro per imitare il gesto dei rematori; il movimento è scandito dal ritmo di un tamburo e dai cori del pubblico. Il gesto richiama l’immaginario dei navigatori norreni che remano all’unisono verso una meta comune, non si tratta infatti dell’esaltazione del guerriero individuale ma dell’intero equipaggio, di una comunità di persone che remano insieme nella stessa direzione. Per questo la federazione e i tifosi lo hanno trasformato in un emblema di unità nazionale durante la sorprendente corsa della Norvegia al Mondiale. Ieri, dopo il 2-1 sul Brasile, è stato lo stesso Haaland a prendere le bacchette del tamburo e a guidare la Viking Row insieme ai compagni. Ora non resta che aspettare il prossimo appuntamento, la sfida ai quarti di finale contro l’Inghilterra, sull’antica eco della storica battaglia di Stamford Bridge, narrata proprio nelle Saghe dei re: il 25 settembre 1066 nel villaggio di Stamford Bridge villaggio l’esercito inglese guidato dal re Aroldo II d’Inghilterra si scontrò con gli invasori norvegesi guidata dal re Harald III di Norvegia, alleato con Tostig Godwinson, fratello del re inglese. Fu questa battaglia a segnare la fine ufficiale, ma il realtà il più lento declino, del mondo vichingo.
Jenny Dogliani
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