Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Rosalba Cignetti
Leggi i suoi articoliUn uomo arriva a piedi lungo una strada polverosa, entra in una stazione di servizio isolata nella campagna padana e lì incontra la donna che cambierà il corso della sua vita. Quasi vent’anni dopo, un altro uomo sfreccia su una Lancia Aurelia B24, tra sorpassi, clacson e soste al distributore, e davanti al cane a sei zampe scherza sul «miglior amico dell’uomo a quattro ruote». Il primo è Gino, Massimo Girotti in Ossessione (1943) di Luchino Visconti; il secondo Bruno Cortona, Vittorio Gassman ne Il sorpasso (1962) di Dino Risi. Sono cambiate le automobili, le strade e soprattutto l’Italia: il distributore, da avamposto lungo il viaggio, è diventato uno dei non luoghi della nuova mobilità di massa.È su questa trasformazione che lavora «A schermo pieno. Eni nel cinema italiano», la mostra curata da Sergio Toffetti al Museo Nazionale del Cinema. Trentassette film per oltre settant’anni di storia italiana e una presenza ricorrente: la stazione di servizio Agip. Il distributore entra nell’inquadratura e registra il modo in cui il Paese si muove, consuma, costruisce e modifica il paesaggio.Negli anni Cinquanta quella trasformazione assume una forma precisa. Enrico Mattei affida a Mario Bacciocchi il compito di dare alle stazioni Agip un’identità riconoscibile. La soluzione è una pensilina in cemento armato protesa sull’area di rifornimento, tanto riconoscibile da diventare una sorta di marchio architettonico; dal semplice chiosco il modello cresce fino a comprendere bar e ristoranti. La diffusione dell’automobile sta creando nuovi luoghi di consumo e Agip cerca di renderli immediatamente identificabili lungo le strade italiane. Al centro della mostra, la riproduzione della stazione di piazzale Accursio a Milano, realizzata nel 1953 su progetto di Bacciocchi, restituisce fisicamente quella stagione. Al suo interno scorrono filmati e pubblicità, mentre fotografie e disegni dell’Archivio storico Eni seguono l’evoluzione degli impianti e della loro immagine. Il cinema e l’archivio raccontano così la stessa storia da due punti di vista diversi. Sullo schermo non occorre che il distributore sia al centro della scena: spesso bastano un’insegna o una pensilina per restituire immediatamente un tempo. Il passaggio dal bianco e nero al colore accompagna quello dalle strade ancora semivuote del dopoguerra alle arterie del boom.Ne Il caso Mattei di Francesco Rosi, nel 1972, Gian Maria Volonté, nei panni di Mattei si ferma personalmente a una stazione Agip e osserva il comportamento dei dipendenti: la scena mette nello stesso fotogramma il presidente dell’Eni e una delle manifestazioni più quotidiane del suo progetto industriale. Sei chilometri di documenti, 500mila immagini, 5mila audiovisivi e 70mila disegni tecnici conservati nell’Archivio ENI, accostati ai fotogrammi, mostrano quanto cinema e paesaggio reale abbiano finito per alimentarsi reciprocamente.
Altra mostra
Rosalba Cignetti
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
Dal 25 al 27 settembre la terza Be.Art si estende dalle sale al giardino del di Belgioioso, con un percorso di scultura monumentale e una mostra dedicata a san Francesco che trasformano l’evento, e il luogo, in un temporaneo museo a cielo aperto
Dopo due tappe in Francia arriva a Forte dei Marmi la mostra che esplora l’eredità del Caravaggismo sull’immaginario degli artisti napoletani. La seguirà una nuova mostra dedicata a Giuseppe Migneco
È alla 64sima edizione una delle mostra di mercato antiquario più affermate di tutta Italia, Cortonantiquaria, che ad oggi comprende nel suo programma anche iniziative quali il Premio Cortonantiquaria e il debutto di una nuova Opera Musical
Tre grandi tele del 1940 appartenenti al patrimonio artistico di Banco BPM tornano nel territorio dell’artista per una mostra a Villa Bernasconi



