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Margherita Panaciciu
Leggi i suoi articoliDal 4 all’8 febbraio, Città del Messico si prepara a vivere cinque giorni di pura energia creativa con ZⓈONAMACO, la fiera che da oltre vent’anni definisce i confini dell’arte contemporanea in America Latina. Il Banamex Center diventa un crocevia internazionale, dove collezionisti, curatori e artisti dialogano tra grandi nomi del mercato e scoperte emergenti, in un clima che è al contempo competitivo e provocatorio. Quest’anno, come da tradizione, la fiera esplora tensioni tra tradizione e innovazione, tra pratiche consolidate e linguaggi sperimentali. Nei corridoi si percepisce la presenza di gallerie che hanno fatto la storia recente del contemporaneo, da Pace Gallery a Continua, con il loro sguardo internazionale che accostano artisti consolidati a progetti curatoriali audaci e realtà locali come Galerìa RGR, OMR e Kurimanzutto che testimoniano la forza creativa del Messico, capace di dialogare senza complessi con il mondo. Tra dipinti, sculture, installazioni, video e nuove tecnologie, la fiera incoraggia il dialogo tra le tendenze artistiche globali e le prospettive latinoamericane, mettendo in mostra un ampio spettro di espressioni artistiche contemporanee. Per il terzo anno a dirigere la fiera è Direlia Lazo affiancata da un comitato di selezione di tutto rispettato: Teófilo Cohen (Proyectos Monclova, CDMX), Karen Huber (Galería Karen Huber, CDMX), Lauren Kelly (Sean Kelly Gallery, New York/Los Angeles), Ben Loveless (Galerie Nordenhake, Berlino/CDMX), Guilherme Simões de Assis (Simões de Assis, San Paolo/Curitiba).
Visitatori a ZⓈONAMACO
ZⓈONAMACO non è mai soltanto una fiera quanto una piattaforma in cui il mercato dell’arte si intreccia con la riflessione critica, la memoria storica convive con la sperimentazione radicale e Città del Messico si fa snodo imprescindibile della scena globale. Qui, pittura astratta, installazioni immersive, design da collezione e pratiche site-specific dialogano senza gerarchie, restituendo un’immagine plurale e in continuo mutamento dell’arte contemporanea. La sezione ZⓈONAMACO SUR, curata da Manuela Moscoso, sposta consapevolmente il baricentro dello sguardo. Al centro non c’è un’idea periferica del Sud del mondo, ma un campo di produzione autonoma e critica, capace di scardinare narrazioni eurocentriche. I progetti presentati, spesso ambiziosi e concepiti appositamente per lo spazio fieristico, rivelano processi, tensioni politiche e immaginari che trasformano la fiera in un luogo di ricerca, più che di semplice esposizione. Con ZⓈONAMACO ARTE MODERNO, curata da Esteban King Álvarez, la fiera costruisce invece una genealogia solida. Le opere storiche del Novecento — latinoamericane e internazionali — non funzionano come reliquie, ma come nodi attivi di una storia ancora in grado di interrogare il presente. Questa sezione riafferma il ruolo dell’arte moderna come terreno fondativo, capace di illuminare le traiettorie dell’arte contemporanea e le sue trasformazioni. La riflessione si fa ancora più esplicita in ZⓈONAMACO EJES, a cura di Aimé Iglesias Lukin. In un’epoca segnata da restrizioni, fratture e disuguaglianze, l’arte diventa spazio di negoziazione e scambio simbolico. EJES esplora il legame storico tra arte, commercio e circolazione umana, mettendo in evidenza come le pratiche contemporanee possano rendere visibili le tensioni del presente e aprire a forme di dialogo collettivo. Accanto all’arte visiva, ZⓈONAMACO DISEÑO, diretta da Cecilia León de la Barra, si impone come una delle piattaforme più autorevoli per il design da collezione. Mobili, gioielli, tessuti e oggetti d’uso quotidiano convivono con edizioni limitate e pezzi storici, dimostrando come il design sia al tempo stesso funzione, estetica e patrimonio culturale. Qui, l’oggetto non è mai neutro: è portatore di memoria, identità e visione. A completare il panorama, ZⓈONAMACO DISEÑO EMERGENTE apre uno spazio dedicato alle nuove generazioni. Co-curata da Cecilia León de la Barra, Joel Escalona e Jorge Diego Etienne, questa sezione intercetta i linguaggi in formazione e le sperimentazioni più audaci, offrendo una mappa anticipata delle tendenze future e dei talenti destinati a ridefinire il campo del design contemporaneo. In fiera c'è pure spazio dedicato all'esposizione e alla distribuzione di oggetti d'antiquariato. Espone oggetti storici e di arte decorativa, tra cui arte sacra, gioielli e oggetti di pregio prodotti prima degli anni '60: ZⓈONAMACO SALÓN DEL ANTICUARIO è curato da Alfonso Miranda (Messico) e Mario Uvence (Messico).
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